Concita De Gregorio e il terzo agosto in ospedale

ROMA. «Un pensiero grande a chi è proprio solo, a chi è per qualche ragione costretto o rinchiuso, recluso». Le tenere e sapienti parole di Concita De Gregorio arrivano dritte al cuore triste e...
ROMA. «Un pensiero grande a chi è proprio solo, a chi è per qualche ragione costretto o rinchiuso, recluso». Le tenere e sapienti parole di Concita De Gregorio arrivano dritte al cuore triste e affranto di chi non è in vacanza ma è malato, ricoverato oppure semplicemente solo e senza possibilità di partire. E anche a quello di chi è in ferie ma forse sottovaluta questa sua fortuna... Non sono parole dette per circostanza ma, come la giornalista e scrittrice racconta in un post sui social, sono parole vere e vissute visto che lei stessa sta trascorrendo agosto in ospedale per il terzo anno consecutivo.
Tempo fa aveva raccontato di essere stata operata per un tumore ad agosto del 2022. Concita De Gregorio invita però a non arrendersi: «Siempre que llovió, paró, dicevano i vecchi nelle campagne della mia infanzia. Ogni voglia che ha iniziato a piovere, ha smesso. È una regola mai smentita. Anche quella famosa volta dell’Arca, alla fine smise» spiega richiamando alla mente la disperazione ma anche la potente speranza del «Non può piovere per sempre» dell'iconico film The Crow. Pubblicando una serie di foto dal letto di ospedale dove si trova, Concita racconta la routine sua e dei compagni di reparto fatta di dolori e preoccupazioni legate a cure e malattia ma anche i piccoli gesti che danno gioia e sollievo. E non dimentica chi, pur non essendo malato, ad agosto in ferie non c’è andato perché in ospedale ci lavora. «Ferragosto fra noi: compagne di stanza medici di turno infermieri ausiliari tecnici e moltitudini» scrive «alle prese con il compito di darsi un piccolo reciproco sollievo. Oggi è stata una maniglia volante per alzarsi, per esempio :) grazie Angelina. A merenda siccome è festa un budino di vaniglia, grande idea della caposala». Come ogni anno, spiega, si trova con chi non può permettersi di andare in vacanza. «Perché non ci sono i soldi, perché non c’è la salute, perché meglio così, in fondo, aspettiamo momenti migliori. Conosco il catalogo e lo frequento» dice. «Questo è anche un grazie agli amici che chiamano per consolare/conversare e mandano foto dalle ferie: qui ne facciamo tornei, fra vicini di letto, passandocele. Abbiamo una classifica di tramonti, credo che anche quest’anno vincerà la Grecia. Stiamo bene, a raccontarci le nostre storie nei minuti liberi dei cambi turno». E chiude: «Che siano il più possibile lievi i giorni e i pensieri».

