Cooper e Marianne premiano “Chen Chen” e ricordano l’Abruzzo

La coppia di star hollywoodiane si è raccontata al Siff: l’amore, l’Oscar, i film e l’applauso alla Madonna che scappa
SULMONA. Il premio Oscar Chris Cooper e la moglie Marianne Leone, attrice, sceneggiatrice e scrittrice nata a Boston da una famiglia di origini abruzzesi, hanno assegnato il premio speciale della giuria del 38° Sulmona International Film Festival al cortometraggio “Chen Chen”, diretto da Kargo Chen.
Tenuta in streaming ovviamente causa pandemia, la kermesse cinematografica ha avuto come giurati d’onore le due star hollywoodiane che dalla loro casa si sono collegate con il giornalista Davide Stanzione e hanno raccontato la loro vita e carriera ai microfoni del Siff: il primo incontro, gli esordi, la prova di Marianne ne “I Soprano” e l’Oscar di Chris per “Il ladro di orchidee”, i successi e l’impegno costante (l’intervista è visibile su Youtube e Mymovies) fino a parlare delle origini sulmonesi di Marianne che ha ricordato entusiasta di quando ha assistito alla corsa della Madonna che scappa in piazza. La giuria composta quest’anno dal critico cinematografico Francesco Alò, dal regista Nicola Abbatangelo e dal compositore aquilano Fabrizio Mancinelli, ha assegnato i premi delle sezioni principali e alle varie categorie professionali. Il Best soundtrack (dedicato a Gabrielle Lucantonio) è andato a Jordan Seigel per Cosmic fling di Jonathan Langager, per – recita la motivazione – «la messa a punto di una colonna sonora in grado di sorreggere il film alla stregua di una seconda e forse prima regia». Miglior attrice Mata Gabin per Mama lova di Jeff Taver, per «la sapienza nel reggere il corto tutto sulle spalle, dando corpo a un personaggio che sa incassare i colpi ma anche restituirli, con un senso di spavento, terrore e umiliazione nelle sequenze di lotta che trasuda umanità». Miglior attore Saleh Bakri per The present di Farah Nabulsi, per «la forza di un’interpretazione in grado di servire a dovere la tensione narrativa e di risaltare anche nelle scene a più alto tasso emotivo». Premio Best editing al regista Roman Hodel per il suo “The game”, per «l’abilità nell’utilizzare il montaggio come una seconda (e forse prima) regia, sviluppando più punti di vista drammaturgici e stimolando lo spettatore attraverso un disegno preciso e di grande equilibrio narrativo». Best Cinematography Konrad Bloch per The dress di Tadeusz Lysiak: «Ha tenuto compatto il livello di una fotografia e di uno studio sulla componente estetica dell’immagine raccordati al respiro cinematografico della messa in scena». Le scene originali e esilaranti di Viktor on the moon di Christian Arhoff si sono aggiudicate il premio Best screenplay. Jeff Taver, con “Mama Lova” è ilMmiglior regista. Miglior cortometraggio abruzzese “Ropeless” di Andrea Carrino, sul tema della perdita del lavoro rivisitato in maniera astratta e attraverso frame evocativi, con tempi e cambi di scena scanditi dalle accelerazioni delle inquadrature. Miglior video musicale “Nuddu ca veni” di Giovanni Tomasselli.

