COPPIA DA FAVOLA AL LIDO

3 Settembre 2017

Clooney e la moglie Amal star a Venezia: «In America sono tutti arrabbiati»

VENEZIA. Lui in smoking e perfetto cavaliere; lei, la moglie, in abito di chiffon color glicine. Sorridenti, sereni: la coppia da favola al Lido. George Clooney e Amal, lasciati in buone mani i due figli gemelli di tre mesi, hanno offerto un quadretto da star a lla Mostra del cinema di Venezia 74 in occasione della prima del film "Suburbicon" diretto dall'attore (nel cast Matt Damon, Julianne Moore, Noah Jupe e Oscar Isaac).
«Oggi c'è una nuvola nera sull'America», ha detto George Clooney, «tutti nel Paese sono arrabbiati al massimo. Arrabbiati su come il Paese sta andando. Mentre giravamo il film sentivo in televisione discorsi elettorali che parlavano di muri da alzare e di come rendere forti e grandi gli States, proprio come faceva Eisenhower. Queste problematiche purtroppo non sono mai morte negli Usa».
A chi gli chiede se si candiderebbe alla presidenza, risponde: «Potrebbe essere divertente, farei comunque il tifo per qualsiasi altra persona volesse farlo».
In Suburbicon, commedia-thriller scritta dai fratelli Coen, Clooney ci porta nel 1959, nel caramellato quartiere di Suburbicon, ispirato al centro di Levittown (Pennsylvania), dove gli americani difendono la loro identità bianca alzando muri. E questo quando arriva una famiglia di colore, i Meyers, che mette tutto in subbuglio tutta la comunità. Ma il vero problema nel quartiere è quello che accade nella famiglia di Gardner Lodge (Matt Damon), impacciato capofamiglia che vive con la moglie paralizzata, Margaret (Julianne Moore), la sorella di lei (ancora la Moore), e il figlio adolescente Nick (il bravissimo Noha Jupe). «Sono cresciuto durante gli anni dei diritti civili, ma il nostro vero peccato originale è la schiavitù - aggiunge Clooney - Ora continuiamo a guardare nella direzione sbagliata, diamo la colpa alle minoranze, ma queste non hanno nulla a che fare con i nostri problemi. Non a caso - aggiunge il regista-attore - ho messo al centro di Suburbicon questa famiglia bianca e folle, per far capire che allora, come oggi, si è guardato nella direzione sbagliata».
Clooney comunque, da sempre impegnato nelle battaglie sui diritti civili, non cita mai direttamente Trump e anzi smentisce, con un certo stile, di parlare davvero del presidente Usa quando gli viene chiesto: «Non è un film su Donald Trump, ma sul fatto che non abbiamo mai affrontato davvero i problemi razziali. Pensate a quello che è successo in Pennsylvania con la bandiera confederata. Non si può mettere su un edificio un simbolo di schiavitù. È un delitto».
D'accordo su tutto Matt Damon: «In questo film si parla del privilegio dei bianchi. Il mio personaggio, ad esempio, attraversa senza troppa paura il quartiere in bicicletta pur essendo pieno di sangue. Non ha paura, perché sa che se lo dovessero fermare la colpa sarebbe sempre e comunque dei neri. Queste dinamiche negli Usa purtroppo non scompariranno mai».
A Venezia è stato anche il giorno di Diva! coinvolgente ritratto di una stella generosa, forte e fragile, indipendente e anticonformista, come Valentina Cortese, di Francesco Patierno, presentato fuori concorso e in onda a dicembre su Sky Arte Hd. Pezzi di vita, riflessioni, suggestioni, incarnati da otto attrici, Anna Foglietta, Isabella Ferrari, Silvia D'Amico, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Greta Scarano, Carlotta Natoli, Barbora Bobulova . Lei, Valentina Cortese, classe 1923, non è potuta intervenire alla presentazione veneziana, ma vedrà il film in un'anteprima al Piccolo di Milano.