Corde a teatro, Mannarino a Pescara

8 Dicembre 2023

L’artista riprende il tour estivo: «Pensavo fosse finita, ma è stato così bello che faccio un altro giro»

PESCARA. «Tamburi nella tua mente. Tamburi dentro al tuo petto, che lì fuori nessuno sente». Canta così Alessandro Mannarino. Eppure, i suoi “tamburi” torneranno a farsi sentire nuovamente, anche a Pescara, dove il 13 gennaio 2024 il cantautore romano approderà al teatro Massimo con una tappa del suo tour “Corde a teatro”.
Dopo la magia del concerto che ad agosto ha incantato l’anfiteatro di Alba Fucens – dove l’artista fece spegnere tutte le luci per cantare al buio “Un’estate”, invitando il pubblico a guardare le stelle – Mannarino è pronto a tornare in Abruzzo. Il capoluogo adriatico ospiterà, infatti, una delle 17 date di un tour talmente fortunato che, dopo essere finito in estate, ora riparte nei teatri italiani. «Pensavo fosse finita come un amore estivo, ma alla fine è stato così bello e sono arrivate così tante richieste che non si poteva non fare un altro giro di Corde», aveva spiegato “Manna” a ottobre, annunciando le date invernali. «La vita è un viaggio, e a volte bisogna spingersi molto lontano, fin dove si nasconde la via del ritorno», proseguiva. «Corde per me è stato un tour per volermi bene, per fare pace con qualche fantasma e per scoprire alcuni segreti della mia storia. E anche stavolta questo concerto di legno e sudore mi ha regalato tanto, e mi ha mostrato che per andare avanti è necessario non perdere il senso della propria strada». Lui che di strada ne ha fatta tanta, partendo dai locali romani agli inizi del 2000 per poi, negli ultimi anni, spingersi in Brasile, Messico, Amazzonia, tra favelas e paradisi naturali, per portare nel suo ultimo disco “V” sonorità tribali ed elettroniche, lingue e racconti lontani, cambiando la sua rotta, senza mai perderla. Ritmi rinnovati e una grande crescita musicale, dunque, senza allontanarsi però da quell’accento romano da osteria che ha conquistato il suo pubblico, ma soprattutto da un romanticismo a volte irriverente e dall’esigenza di dare voce agli ultimi, che siano essi carcerati, bevitori incalliti, frequentatori di bordelli o personaggi biblici, come Giuda o Maddalena, a cui restituire credito e dignità. Nel suo tour “Corde”, nome di un progetto che Mannarino porta sul palco da dieci anni, a fare da filo conduttore tra successi del passato e brani dell’ultimo album, spogliati dalle loro sonorità originali, saranno, appunto, gli strumenti a corda, come chitarre, contrabbassi e violini.
Ma non mancheranno gli strumenti a percussione, così come le voci, garantite dalle coriste Lavinia Mancusi, Simona Sciacca e Gioia Persichetti. Tra i brani in scaletta, le immancabili “Serenata lacrimosa”, “Me so ‘mbriacato”, “Tevere Grand Hotel”, "“Scendi giù” e “Vivere la vita” che chiuderà il suo concerto con l’invito diventato ormai un mantra per il suo pubblico: «Posso dirti una cosa da bambino? Esci di casa. Sorridi. Respira forte. Sei vivo, cretino!». In sintesi, «quelle stesse canzoni», spiega l’artista, «che sono nate con il suono della chitarra fin da quando avevo 16 anni e cominciavo da autodidatta ad approcciarmi allo strumento. E proprio ora, più che mai, ripenso a quella volta, di tanto tempo fa, quando un musicista gitano di Barcellona mi scrisse su una pagina una frase che tradotta suonava così: chi entra nella giungla delle 6 corde, non ne esce vivo».
Ma ovviamente non mancheranno anche i brani più recenti che compongono l’ultimo disco, uscito nel 2021, come “Congo”, “Fiume nero” o “Cantaré”, un «inno alla voce per chi non ha voce» che, sicuramente, vedrà anche il pubblico del teatro Massimo infiammarsi e urlare: «Questa vita che grida da sola mentre canta in un coro».