Corradino D’Ascanio il genio abruzzese in un documentario

10 Febbraio 2015

La vita dell’ingegnere di Popoli che inventò l’elicottero e la Vespa in un film giovedì al Massimo di Pescara

PESCARA. Inventò l’elicottero e la Vespa, ma fu la motoretta prodotta dalla Piaggio a dargli la fama. Corradino D’Ascanio non poteva immaginare, forse, che un film in cui una principessa si innamorava di un giornalista avrebbe trasformato quella parola, vespa, in un marchio dell’Italia che risorgeva dalla macerie della seconda guerra mondiale e in un simbolo di libertà personale.

Quella parola - vespa - è un elemento del titolo del documentario sulla vita e le opere di D’Ascanio, l’ingegnere di Popoli scomparso nel 1981 al’età di 90 anni, che sarà proiettato giovedì prossimo alle 17, al cinema Massimo di Pescara. Si intitola “Una Vespa mi ha punto” il film – che è stato trasmesso in tv da Rai storia, il 3 febbraio e in replica domenica scorsa – realizzato dalla Talking Tree con la regia di Leonardo Araneo, con il contributo della fondazione PescarAbruzzo, la collaborazione della fondazione Museo Piaggio di Pontedera e il patrocinio di Sovrintendenza archivistica, Provincia e Comune di Pescara.

Il documentario condensa in 55 minuti la storia di D’Ascanio attraverso una ricca e accurata scelta di immagini e grazie alle testimonianze di quanti conobbero e lavorarono con l’ingegnere popolese. Il film di Araneo, spiegano le note di presentazione del documentario, racconta «la vicenda umana e professionale di un personaggio straordinario in grado di portare a compimento in poco meno di vent’anni tre invenzioni capaci di cambiare per sempre la storia dell’industria e del design nel mondo: l’elicottero, l’elica a passo variabile e la celeberrima Vespa».

«Con un ampio utilizzo di materiale di repertorio», proseguono le note, «in gran parte esclusivo ed inedito e grazie alle testimonianze di chi ha non solo studiato il suo lavoro, ma lo ha anche conosciuto in prima persona “Una vespa mi ha punto” costituisce il ritratto più accurato che sia mai stato realizzato dell’ingegnere abruzzese conosciuto in tutto il mondo».

I due capisaldi professionali della vita di D’Ascanio coprono un arco di 20 anni.

Nel 1925 viene avviata la costruzione e l'assemblaggio dei pezzi meccanici che compongono l'elicottero. In base a un accordo con Eugenio Camplone, i pezzi sono prodotti nelle omonime officine di Pescara. In cambio, D'Ascanio progetta macchine industriali come torchi per frantoi. Nascono così nelle officine Camplone i prototipi di elicottero D'At1 e D'At2 che consentiranno poi a D'Ascanio di progettare un nuovo elicottero, molto superiore ai precedenti: il D’At3.

Ma è la Vespa a far dell’inventore abruzzese una star internazionale, grazie anche al film “Vacanze romane” diretto da William Wyler nel 1953, con Gregory Peck e Audrey Hepburn, al suo debutto hollywoodiano, che vivono la loro storia d’amore girando per la città eterna a cavallo della motoretta progettata da D’Ascanio e costruita nelle officine della Piaggio a Pontedera in provincia di Pisa. Il primo modello, la Vespa 98, viene battezzato nel 1946 quando viene esposto al Salone del ciclo e motociclo di Milano. Nei primi 50 anni di vita la Vespa diventa un’icona della cultura pop e lo scooter più famoso al mondo. Fino al 2005 ne vengono prodotti 16 milioni di esemplari in 130 modelli diversi.

D'Ascanio muore a Pisa il 5 agosto 1981. E’ sepolto a Popoli nel cimitero comunale nella tomba di famiglia (da lui stesso disegnata) insieme alla moglie Paola morta prematuramente. A suo nome è intitolato un liceo scientifico a Montesilvano, mentre Popoli gli ha dedicato un strada e un museo e Pisa il piazzale antistante l'aerostazione Galileo Galilei.

Almeno tre generazioni di italiani – che forse ignorano anche il suo nome – lo ricordano, ogni giorno, mettendo in moto quello scooter (e gli altri che ne imitano spirito e fattezze) e spostandosi in città ormai così radicalmente diverse da quella – quasi priva di automobili – in cui i due divi di Hollywood vissero la loro immortale storia d’amore.

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