Corti, opere prime e l’imperdibile “Qui rido io”

30 Giugno 2022

Penultimo appuntamento con le proiezioni al teatro D’Annunzio di Pescara del Flaiano Film Festival

PESCARA. Denso il programma della penultima giornata del 49° Flaiano Film Festival, diretto a Pescara dal regista Riccardo Milani e organizzato dai Premi Flaiano. Nel teatro-monumento D’Annunzio la scaletta si apre alle 18 con i film brevi, un florilegio di corti dalla 23ª edizione di Scrittura e Immagine, festival internazionale del cortometraggio organizzato da associazione Flaiano e Fondazione Tiboni.
Questi i titoli: “Wooden Sword” di Sousan Salamat e Behzad Alavi (durata 6’, Iran, sezione Scrittura e Immagine), due bambini si incontrano in un parco e diventano subito amici, ma poco distante i loro padri hanno problemi più grandi; “Do Not Cross” di Flora Dovigo e Massimo Vignati (5’18”, Italia, Animacorto), perdersi in un museo d'arte contemporanea tra migliaia di opere e un labirinto di stanze alla ricerca del bagno; “Sotto la città – 1915” di Domenico Tiburzi (15’, Italia, Spazio Abruzzo), Tito viene svegliato da una forte scossa di terremoto, nella stanza accanto Berardo si ritrova sepolto dalle macerie ,i due sono separati solo da un muro.
Dai corti ai lungometraggi con i tre titoli di peso della serata. Alle 18.30 per il Concorso Flaiano opera prima e seconda in gara il drammatico “Anima bella”, film scritto e diretto da Dario Albertini, che ha sviluppato in fiction il suo documentario “Slot – Le intermittenti luci di Franco”. La 18enne Gioia, orfana di madre, vive col padre Bruno in un paesino rurale del centro Italia, bada al loro gregge di pecore, si occupa della vendita di latte e formaggi, ha un ottimo rapporto con la comunità, ma il vizio del gioco e i debiti di Bruno la costringeranno a sofferte decisioni. Per Panorama alle 20.30 il pluripremiato “Qui rido io” di Mario Martone, ritratto del grande drammaturgo e attore e istrionico capocomico Eduardo Scarpetta, signore dei teatri napoletani con le sue commedie di successo e gran seduttore di femmine e di folle. Intorno al teatro, la sua vita, gravita il suo nucleo familiare allargato. All’apice del trionfo e sicuro di sé Scarpetta si avventura in un azzardo, la parodia della tragedia “La figlia di Iorio” del poeta nazionale Gabriele D’Annunzio. Putiferio a teatro e fuori, con la denuncia per plagio da parte del Vate. La serata si chiude con la sezione Cinema restaurato, in collaborazione con la Cineteca di Bologna, dedicata al cinema di Pier Paolo Pasolini, del quale ricorre il centenario della nascita. Alle 22.45 “Ucellacci e uccellini”, poetico e surreale apologo sulla fame e sulla fine dell’ideologia marxista, con Totò e Ninetto Davoli nei panni di due esattori che sfrattano poveracci insolventi, seguiti nel loro girovagare da un pedante corvo parlante, metafora dell’intellettuale di sinistra, che racconta la vicenda di due fraticelli (sempre Totò e Ninetto) chiamati da San Francesco a predicare e convertire falchi e passeri.