Creatività e produttività insieme per lo sviluppo

Confronto tra artisti (sponsor di idee) e imprenditori ieri all'Alviani ArtSpace di Pescara
PESCARA. L'Alviani ArtSpace di Pescara è stato ieri luogo di incontro privilegiato tra arte e impresa, in una tavola rotonda promossa da Ram (Radioartemobile) e Fondazione Aria.
Quattordicesimo appuntamento questo facente parte del più vasto progetto titolato D/A/C, acronimo di Denominazione Artistica Condivisa, brand di estensione nazionale ideato da Mario Pieroni, della Radioartemobile di Roma, che ha come obiettivo quello di instaurare un dialogo tra artisti e imprenditori, in un'ottica di collaborazione continua tra creatività e produzione. “Common aims”, intenti comuni, questa la formula d'ordine scelta per il convegno, che ha visto protagonisti da una parte gli artisti Getulio Alviani, Liliana Moro, Jean- Baptiste Decavèle e Yona Friedman, dall'altra Elena Petruzzi, presidente Fondazione Aria, Enrico Marramiero, Aria Ottorino La Rocca, vicepresidenti della Fondazione, e la direttrice dell'Alviani ArtSpace Lucia Zappacosta. «Abbiamo condiviso la filosofia di questo progetto», dichiara Elena Petruzzi,«per l'intento comune che ci unisce, quello di spostare il punto di vista del singolo alla dimensione collettiva per promuovere un modello inedito di promozione dell'arte e dello sviluppo culturale del territorio. Credo che dalle intese raggiunte oggi dipenderanno molte delle nostre attività per il 2015». Gli artisti hanno testimoniato con le loro opere il lavoro già svolto, a partire da “Quattro stagioni” il titolo del tavolo, progettato da Liliana Moro, intorno al quale si è svolto l'incontro, e da “Oggetto di pensiero”, il punto informativo all'ingresso opera di Alessandro Canistrà; Jean-Baptiste Decavèle ha invece riportato la sua esperienza del “Vigne Museum”, progetto artistico installato sulle colline friulane. Le sinergie messe in campo cercano di portare al centro del processo produttivo lo specifico sapere culturale dell'artista, in un circolo virtuoso all'interno del quale lo scambio non è più promosso da esclusive logiche di profitto, ma da una creatività che armata di valore diventi un business condivisibile. «Come spazio Alviani ArtSpace» afferma Zappacosta. «ho deciso subito di ospitare il progetto D/A/C perché esso pone realmente sullo stesso piano gli input creativi e quelli economici. Non potevo non legare un nome importante come quello di Alviani, e del nostro spazio a una realtà operativa e valida quale quella messa in piedi da Mario Pieroni, al fine di coinvolgere, grazie alla Fondazione Aria, i più importanti imprenditori abruzzesi. E' giusto e necessario che il “virus” dell'arte contemporanea contagi coloro che possono trarre vantaggio dall'arte stessa, allo stesso tempo promuovendola attraverso azioni concrete di investimento. Con D/A/C tutte le barriere – fisiche, concettuali e culturali – vengono abbattute. Ora la domanda che tutti ci poniamo, e dalla quale bisogna partire, è: può l'artista essere sponsor di idee?».
Federica D’Amato
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