Cremonini, il mio Lp è un abbraccio

28 Febbraio 2022

Un album che è quasi un concept, un tour e il progetto dei murales con Rosk

È un album che si presenta a braccia aperte, quelle di un abbraccio voluto, di un'accoglienza, il nuovo lavoro di Cesare Cremonini. Canzoni spartiacque e racconti di un periodo complicato. Un percorso fatto di tappe, dagli Abbey Road Studios fino alle periferie delle città italiane del progetto di murales Io vorrei, con l'artista Giulio Rosk.
«Questo è il mio album di canzoni visionarie», ha raccontato Cremonini, «che mi porta verso il futuro». E La ragazza del futuro è un baule di canzoni nate nell'oggi, che strizzano l'occhio al futuro, incerto e tutto da scrivere. Quattordici tracce, autonome ma tenute insieme da un filo unico, fatto di musica che il cantautore bolognese ha cercato a Londra e Napoli, passando da Copenaghen, mettendo un piede a New York e altrove ancora. «Un album dal significato importante», spiegato il cantante, «una sorta di spartiacque, per la carriera ma anche per la mia vita». La ragazza del futuro è anche una riflessione sul ruolo dell'artista musicale in questo periodo. «È importante», spiega Cremonini, «trovare significati e inserirli nel percorso da cantautore che è iniziato da quando ero piccolo. Ho forse più ricordi da cantante di quando non lo ero». Significati che riprendono quell'immagine di musica “larga” che va oltre l’album in senso stretto e arrivano a Palermo, a Ponticelli a Napoli e a Ostia, con i murales di Rosk. Un'arte che è di, Cremonini, e basta: «Ho deciso di utilizzare solo il cognome nella firma dell'album, per dare quello sguardo più largo su quello che faccio. Il mio percorso nasce dalla mia famiglia, dalla mia terra e dalla mia città. Cremonini è anche quel qualcosa che protegge Cesare e mi fa pensare a mio padre. Cesare, invece, è più mia madre e l'intimità».
E del padre c'è anche il delicato racconto degli ultimi giorni di vita, tra le righe di Moonwalk, condivisi da figlio. «È un album senza pudori», racconta il cantautore, «sfociato anche in una canzone dove racconto la dignità di un momento che ti fa crescere. Il racconto di me nell'album meno autoreferenziale che abbia mai scritto». L’album porterà verso il tour Cremonini Stadi 2022, atteso e rimandato. Partenza prevista 9 giugno da Lignano, poi Milano (sold out), Torino, Padova, Firenze, Bari (sold out), Roma e gran chiusura all'Autodromo di Imola, tempio di velocità e note. «Sai la paura di morire? È una mosca nel caffè. Sempre a un passo dalla fine, ma raccontami di te...». L'album saluta così, con l'ultimo verso di Chiamala felicità. «Chiudere così l'Lp», dice Cremonini Cesare da Bologna, «significa trattarlo come un disco da ascoltare dall'inizio alla fine». Non un concept, ma un disco circolare sì, fatto di note da ascoltare e parole che ti guidano lungo un percorso preciso. Quasi un film. «Mi sento libero, in un momento in cui le cose sono cambiate. Libero di fare canzoni».