D’Aquila, da Chieti agli Usa con l’arte digitale

6 Gennaio 2023

Esposta a New York e a Miami la sua collezione intitolata “Like a Virgin” formata da sette Madonne 

CHIETI. Arriva a esporre nelle piazze di New York e Miami e spera presto di farlo anche a Chieti, la sua città di origine. Alessandro D’Aquila, 33 anni, è un’artista internazionale oggi arrivato a suggestionare con la sua personale arte gli spettatori di tutto il mondo. Circa 10 anni fa inizia a lavorare sul territorio teatino. «Realizzavo opere con il linguaggio braille», racconta «ho seguito molti artisti abruzzesi, come Luciano De Liberato». E dopo anni di studio, un anno fa vede nel digitale una nuova forma di espressione artistica, affrontando così la tendenza del momento: i non-fungible token, o Nft. Ovvero «un certificato di autenticità digitale», spiega D’Aquila, «che ti permette di rendere unico ciò che crei». E le sue opere, così, si smaterializzano perché, prosegue «ciò che voglio comunicare è il valore di un concetto».
La scelta di avvicinarsi all’arte digitale viene dal suo desiderio di rendere ogni lavoro unico. «L’arte fisica è replicabile e falsificabile, con il digitale la rendi unica». E con questa idea, D’Aquila ha esposto alcune settimane fa la sua collezione intitolata “Like a Virgin” a New York e Miami. La collezione è formata da 7 Madonne che, al posto di stringere tra le mani un cuore con le spine, hanno un “Mi piace”, il famoso pulsante che siamo abituati a premere sui social per mostrare apprezzamento a un contenuto. Ogni Madonna, precisa l'artista, «rappresenta un peccato capitale». E dall’invidia, alla lussuria e alla superbia, anche le sue opere possono essere acquistate ma usando una moneta virtuale, una criptovaluta. Acquistando il lavoro, spiega l’artista, «si riceverà a casa l’ottavo peccato: l’inquinamento». Questo simboleggiato da una Madonna in plastica riciclata, fisica e materiale. «Voglio riportare l’attenzione sull’unica tragedia che causerà la fine di tutto: la fine del pianeta è la fine dell'uomo», dice. Ma l’artista non dimentica le sue origini teatine e vuole dedicare un’opera anche ai suoi concittadini. «Mi piacerebbe molto collaborare con Chieti», conclude, «vorrei sensibilizzare la città a lavorare sulle proprie passioni e invitare a valorizzare il contesto urbano».