Da Eco a Cervantes un 2017 di romanzi in scena

ROMA. Don Chisciotte quattro secoli più tardi, tra i vicoli di Napoli, e un Balzac da prova d'attrice. Il capolavoro di Umberto Eco tra Virginia Wolf e Amélie Nothomb. E persino un Collodi “per...
ROMA. Don Chisciotte quattro secoli più tardi, tra i vicoli di Napoli, e un Balzac da prova d'attrice. Il capolavoro di Umberto Eco tra Virginia Wolf e Amélie Nothomb. E persino un Collodi “per adulti”. È il teatro del 2017 che, forse mai come nella stagione pronta a partire, si tuffa in libreria, rubando a piene mani titoli, storie e personaggi dalle classifiche di classici e bestseller. Adattamenti, riscritture, aggiornamenti, che dalla pagina arrivano in scena, trasformati in pièce.
Il primo ad aver debuttato è La carta da parati gialla, con Elena Balestri e la regia di Paolo Biribò e Marco Toloni, liberamente tratto dal romanzo del 1892 di Charlotte Perkins Gilman (Roma, Studio1 dal 5 gennaio). Lacci, con Silvio Orlando nel romanzo di Domenico Starnone, invece, chiude la tournée in corso all'Eliseo di Roma dal 25 gennaio. E, in una stagione personale molto fortunata, c'è anche Walter Veltroni. Anzi, il suo Ciao che arriva in palcoscenico nell'adattamento firmato e diretto da Piero Maccarinelli. In scena, Massimo Ghini e Francesco Bonomo nel dialogo impossibile tra un padre, Vittorio, morto giovane negli anni Cinquanta, e un figlio, Walter, ormai sessantenne, che lo ha sempre cercato (Firenze, Della Pergola 24 marzo). Bisogna correre invece fino a maggio per il titolo probabilmente più atteso di questa stagione di romanzi in scena: Il nome della rosa, bestseller tradotto in 47 lingue, che a un anno dalla scomparsa di Umberto Eco approda per la prima volta in teatro con frate Guglielmo da Baskerville e il suo allievo Adso da Melk a indagare tra le misteriose morti di un monastero benedettino del '300 (al Carignano di Torino e in tournée la prossima stagione). A firmare la pièce è Stefano Massini (autore già della Lehman Trilogy e tra le firme più rappresentate quest'anno) con la regia di Leo Muscato e uno stuolo di attori tra i quali Luca Lazzareschi, Renato Carpentieri, Luigi Diberti, Eugenio Allegri, Giulio Baraldi, Daniele Marmi, Alfonso Postiglione, Marco Zannoni. Ed è ancora un bestseller con La cosmetica del nemico della stravagante scrittrice belga Amélie Nothomb. Al centro, due uomini in attesa in un aeroporto, Kaspar Kapparoni e Giuseppe Manfridi, e un segreto inconfessabile (Roma, Eliseo 12 aprile). Non mancano ovviamente i classici, come Louise e Renée, un Balzac tutto al femminile con Sonia Bergamasco alla regia, Federica Fracassi e Isabella Ragonese protagoniste, nel testo che ancora Stefano Massini ha tratto dal romanzo epistolare del 1841, Memorie di due giovani spose (Milano, Piccolo 21 marzo). C'è poi Circus Don Chisciotte, omaggio di Ruggero Cappuccio ai 400 anni della scomparsa di Cervantes, con l'amicizia stretta in una notte di vicoli nella Napoli di oggi tra un professore, presunto discendente dell'autore del Don Chisciotte della Mancia, e un girovago nullatenente (Napoli, San Ferdinando 3 marzo).
E c'è persino il Pinocchio di Collodi riletto da Antonio Latella in un adattamento, tutt'altro che per bambini (sconsigliato ai minori di 14 anni), incentrato sul tema della menzogna e sul naso che si allunga quando il burattino dice le bugie ma anche quando ha fame (Milano, Piccolo 19 gennaio). Tornano poi in scena anche L'amore ai tempi del colera da Gabriel Garcia Marquez con Laura Marinoni (Bellaria, Astra 18 gennaio); Venere in pelliccia da David Ives con Sabrina Impacciatore e Valter Malosti; Le ho mai raccontato del vento del Nord dal romanzo di Daniel Glattauer con Chiara Caselli e Roberto Citran (Padova, Verdi 5 febbraio), Il Dio di Roserio, sfida fra l'astro nascente del ciclismo Dante Pessina e il suo gregario Sergio Consonni che nel 1954 segnò l'esordio narrativo di Giovanni Testori, oggi rivisto da Fabrizio Gifuni (Milano, Franco Parenti a maggio); e Finisterre di Valentina Esposito liberamente ispirato a La zattera di pietra di José Saramago (Roma, Argentina a giugno).
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