Da Pescasseroli verso il Prato Rosso

Tra grandi radure incorniciate dalle vette del Parco
Era una giornata freddissima, si prevedeva vento a quote elevate, ma il cielo era bello e terso, così decisi di percorrere una valle esposta controvento, di quelle indimenticabili del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise: da Pescasseroli al Rifugio Prato Rosso.
Sulla Strada Statale 83, prima di entrare a Pescasseroli provenendo dal Valico di Gioia Vecchio, si attraversa il torrente, si parcheggia e comincia l’escursione. Era freddissimo l’ultima volta e la neve sulla carrareccia (sentieroA1) era bella dura e facile da camminare.
Sulla carrareccia dapprima si incontrano case e ricoveri per animali ma, poco dopo la fonte Canala, il vallone diviene selvaggio e costeggiando il greto del torrente ci fa immergere in una vegetazione fitta, mista a massi e sassoni. Alla nostra sinistra avremo le pendici del Monte Palombo, a destra, oltre il torrente, il bel bosco dello Schiappitto. In primavera è tutto un fiorire di colori, in estate di fragoline di bosco e d’inverno la neve soffice e un po’ faticosa ci costringe a salire con le racchette da neve. I rami degli alberi si appesantiscono sotto la coltre bianca e se li liberiamo dal peso ci ringraziano spruzzandoci di polvere bianca. Sebbene esistano in Italia dei boschi tematici detti “delle favole”, non ne conosco di più fiabeschi di quelli che attraverso qui al Parco. Ad ogni passo si sente che potrebbe sbucare un folletto, o una fata o, chissà, qualche bel cervo, o capriolo: eccoli! corrono su quella radura, sembra che siano qui perché hanno sentito i nostri desideri.
Il sentiero ci conduce sino ai pascoli di quota, utilizzati durante i mesi estivi dai pastori locali. Queste grandi radure sono incorniciate dalle vette più alte del territorio del Parco, di fronte appaiono le montagne che si affacciano su Scanno, e spettacolari circhi glaciali da dove, quando c’è vento, arriva il suono delle fronde e il sibilo delle fessure.
Andando avanti, a 1400m incrociamo il sentiero A9 sulla destra che prenderemo al ritorno e dopo tanta e tanta neve fresca arriviamo a Prato Rosso, 1485 m, dove troviamo un altro bivio, sentiero A6, che si inoltra nella valle della Corte e abbiamo già percorso per andare sul Monte Marsicano tempo fa. Si prosegue diritti e dopo poco appare lo stupendo rifugio di Prato Rosso (7km circa dalla partenza-2,30 ore dalla partenza), la sua denominazione originaria è Rifugio Principessa Maria di Piemonte, perché in ogni favola che si rispetti c’è una principessa.
I cartelli di legno intorno indicano che ci si trova nel regno dell’orso marsicano (Ursus arctos marsicanus), una sottospecie che si differenzia geneticamente dagli orsi delle Alpi e che dunque è un endemismo esclusivo dell’Italia Centrale.
Dopo le foto e il panino, torniamo indietro e percorriamo un piccolo anello deviando sul sentiero A9 che sale leggermente e ci porta su una radura panoramica con un bellissimo affaccio sui monti ad est di Pescasseroli. Seguendo gli evidenti segni sugli alberi si scende per un bel valloncello che infine diviene carrareccia e ci riporta in paese per una bevanda calda e gli ottimi dolci delle pasticcerie.
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