Da Villavallelonga al Rifugio Di Iorio

Tra boschi, vallate e prati su sentieri facili e rilassanti
Il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise nella sua estremità marsicana a nord ci regala boschi, vallate e prati di una bellezza inestimabile e raggiungibili attraverso sentieri facili e rilassanti. Oggi da Villavallelonga ce ne andiamo al Rifugio Di Iorio e ne resteremo incantati.
A Villavallelonga, in provincia dell’Aquila, si seguono le indicazioni per la Madonna della Lanna e, giunti alla chiesetta, si parcheggia l’auto per incamminarsi sul sentiero B1.
A piedi si segue la strada asfaltata che costeggia il torrente Rosa. La strada è chiusa al traffico ma purtroppo potrete incontrare automobili di persone autorizzate. Il cammino, comunque, è inizialmente alberato e prosegue pianeggiante, senza deviazioni fino ai Prati d’Angro, dove il paesaggio si apre e si immerge in un colore verde smeraldo, carico di rugiada al mattino presto. Questi prati verdi sono coronati di vallate e monti preziosi, si tratta di una parte del Parco significativamente selvaggia e protetta. Dopo 3,7 km circa, sulla sinistra, una sterrata risale verso la profonda val Cervara (dove siamo già stati) e i pendii del Monte Marcolano, luoghi magici e molto frequentati dagli animali selvatici. La strada/sentiero B1 ci conduce fino al Rifugio dell’Aceretta (4,5 km dalla partenza, 1.20 ore) dove finalmente la strada asfaltata termina (sperando che almeno nei week-end possa essere aperta a tutti) e possiamo immergerci nella vallata stretta tra la Costa Ceraso e la Schiena di Cavallo detta l’Aceretta. Il sentiero è, in poche parole, una favola, come sempre nel Parco più antico d’Abruzzo. La faggeta sfoggia esemplari antichi e tronchi vertiginosi, belle radure con i fiori più belli al mondo e quel profumo di selvatico inconfondibile. Dopo poco si arriva al fontanile dell’Aceretta datato 1923 dove a fine estate arrivano cupi i bramiti dei cervi in amore che ci accompagnano fino al valico (1750m, 2 ore dalla partenza). Qui incrociamo le piste da sci che scendono dal Monte delle Vitelle e mentre una famiglia di cervi attraversa la pista ci godiamo il verde rassicurante dei boschi del vallone Pesco di Iorio e proseguiamo a destra per il largo sentiero B1. Con pochi saliscendi si giunge al valico Val Callano dove si intercetta il sentiero C5 e arriviamo al ben visibile Rifugio di Iorio (questa parte del percorso in estate è soggetta a accesso limitato). Fuori dalla faggeta la vegetazione è composta quasi esclusivamente da arbusti di ramno, dei cui frutti sono golosi gli orsi ed è per questo che molti sentieri in agosto non devono essere percorsi o bisogna essere accompagnati.
Il bel rifugio (1835 m; 2,30 ore dalla partenza) è purtroppo chiuso, ma da quassù possiamo goderci panorami insoliti che spaziano da Monte Marsicano a est fino al Monte Serrone a ovest con un lungo colpo d’occhio a sud dove si intercetta il Mar Tirreno. Chiudiamo ora l’anello per ridiscendere attraverso il sentiero R7 correndo nella vallata parallela all’Aceretta, su un morbido tappeto di foglie, silenzi puri, corse di caprioli e cervi e il sogno di incontrare l’orso marsicano. In poco più di un’ora si raggiunge di nuovo il sentiero B1 che dopo 3 km ci riporta alla Madonna della Lanna.
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