Dafoe, Orso d’oro alla carriera

Festival di Berlino, l’Italia punta in concorso su “Figlia mia”
BERLINO . Una annata da incorniciare per Willem Dafoe. L’attore statunitense classe 1955 riceverà l’Orso d’oro alla carriera al Festival di Berlino (15-25 febbraio). La cerimonia di premiazione si terrà il 20 febbraio e sarà accompagnata dalla proiezione del film australiano “The Hunter” diretto nel 2011 da Daniel Nettheim. E l’edizione 2018 della Berlinale con il suo omaggio va ad aggiungersi alla nomination all’Oscar (la terza) ottenuta da Dafoe come Miglior attore non protagonista per “Un sogno chiamato Florida” (The Florida Project) di Sean Baker, che sarà nelle sale italiane in primavera, distribuito da Cinema di Valerio De Paolis. Un altro importantissimo riconoscimento dunque per l’attore, che ha già collezionato le nomination ai Golden Globe, ai Bafta e agli Screen Actors Guild Awards per il ruolo nel film di Sean Baker.
E per l’occasione verrà presentata una retrospettiva dei suoi film tra i quali non potevano mancare “Platoon” di Oliver Stone e “L’ombra del vampiro” di E. Elias Merhige, che gli procurarono la nomination agli Oscar come miglior attore non protagonista (per il ruolo del sergente Elias Grodin nel primo e per quello di Max Schreck nel film horro), “Antichrist” di Lars von Trier, “Mississippi Burning” di Alan Parker, “Vivere e morire a Los Angeles” di William Friedkin, “Le avventure acquatiche di Steve Zissou” di Wes Anderson e “L'ultima tentazione di Cristo” di Martin Scorsese.
Dafoe, che ha un legame forte con l’Abruzzo: la moglie Giada Colagrande è pescarese e da quando l’ha incontrata, l’attore divide la propria esistenza tra New York e Roma, dove possiede una casa a Piazza Vittorio, a poche centinaia di metri di distanza dall'amico Abel Ferrara, che lo ha diretto nel suo straordinario “Pasolinio”, in cui dà il volto (con straordinaria somiglianza) al poeta friulano. Ma dafoe ha partecipato a più di 100 pellicole. L’ultima sua interpretazione è stata in “Assassino sull’Orient Express” di Kenneth Branagh, uscito da poco in Italia, e al momento sta finendo le riprese di “At Eternity’s Gate” di Julian Schnabel dove interpreta Vincent van Gogh, mentre in un futuro prossimo reciterà in “The Sleeping Shepherd” di Frank Hudec, attualmente in pre-produzione.
Ad annunciare il premio il presidente della giuria del Concorso, il regista, sceneggiatore, compositore e produttore Tom Tykwer, che sarà affiancato dall’attrice belga Cécile de France, il fotografo spagnolo ed ex direttore della Filmoteca Española Chema Prado, la produttrice Usa Adele Romanski, il compositore giapponese Ryuichi Sakamoto e il critico cinematografico statunitense Stephanie Zacharek.
Questi sei selezionatissimi professionisti del cinema – un numero minore del solito – consegneranno l'Orso d'oro e tutti gli Orsi d'argento. Benoît Jacquot, Gus Van Sant, Alexey German Jr., Malgorzata Szumowska, Philip Gröning, Thomas Stuber, Isabel Coixet e Lars Kraume, oltre a Wes Anderson che aprirà il festival con “L'isola dei cani”, sono alcuni dei nomi dell'appuntamento tedesco per il cinema internazionale. Per l’Italia in concorso torna Laura Bispuri con il suo secondo film, “Figlia Mia”, con Valeria Golino e Alba Rohrwacher.

