Dal sisma a Pino Daniele, i Nastri d’argento Doc

2 Marzo 2018

Tra i vincitori La lucida follia di Marco Ferreri, Diva e La corsa dell’Ora, menzione per Olmi e Corsicato

La botta grossa di Sandro Baldoni per il Cinema del reale, La lucida follia di Marco Ferreri di Anselma Dell’Olio per il Cinema e Pino Daniele-il tempo resterà di Giorgio Verdelli per lo Spettacolo sono i film vincitori dei Nastri d'Argento Documentari - 2018.
A questi titoli si aggiunge l’ex aequo per i Docufilm, tra Diva! omaggio a Valentina Cortese, di Francesco Patierno e La corsa de L'Ora, sulla storia del giornalismo militante e battagliero nel quotidiano palermitano, raccontata tra cinema e fiction da Antonio Bellia. Li annuncia il direttivo dei Giornalisti cinematografici che ha dedicato quest’edizione dei Nastri-Doc a Folco Quilici, regista, scrittore, grande ricercatore antropologico e autentico cacciatore di storie che con il suo cinema ha appassionato intere generazioni.
I Premi speciali 2018, tra i 100 titoli entrati quest’anno in selezione, sono andati a Dieci Storie proprio così di Emanuela Giordano e Giulia Minoli e a Sky Arte, per «la qualità l’originalità e il successo della sua offerta». Due riconoscimenti alle migliori protagoniste nei documentari in selezione: vincono Sandra Milo che racconta se stessa, grazie alla regia di Giorgia Würth in Salvatrice. Sandra Milo si racconta, e Marina Confalone per la performance ne Il signor Rotpeter di Antonietta De Lillo. Il Sngci dedica a Ermanno Olmi – maestro tra i più premiati dai giornalisti di cinema – una menzione d’onore perché ancora una volta quest'anno – in Vedete, sono uno di voi, con Marco Garzonio – «con l'omaggio alla figura e al messaggio di Carlo Maria Martini e alla sua lucida profezia di speranza ci ha regalato il suo cinema poetico che ha reso presente anche una grande assenza». A Luigi Faccini il Nastro alla carriera per il suo primo mezzo secolo di cinema 1968/2018 nell'anno di Diaspora, ogni fine è un inizio, appassionante saga internazionale che – in un'esperienza speciale, come sempre condivisa con Marina Piperno – il regista ha girato ricostruendo in un vero e proprio Heimat italiano i percorsi internazionali della dispersione di famiglia iniziata per i Piperno con le leggi razziali. Concludono il palmarès: per le migliori opere prime i giornalisti segnalano Il pugile del duce di Tony Saccucci e Talien di Elia Mouatamid, menzioni per Moravia off di Luca Lancise che riapre percorsi affascinanti nella poetica moraviana, a Metti una sera a cena con Peppino di Antonio Castaldo, dedicato a Patroni Griffi, al documentario L'arte viva di Julian Schnabel di Pappi Corsicato che ha conquistato il pubblico del mondo, a partire dal Tribeca.
Menzioni a Sara di Stefano Pistolini e Massimo Salvucci che, a partire dall’assassinio della giovane Sara per mano del fidanzato, diventa un atto d'accusa contro ogni femminicidio. Il Sngci segnalaLorello e Brunello di Jacopo Quadri, sul tema del lavoro,Premio Cipputi a Torino, proposto dal Festival di Berlino. Menzioni vanno a Il mondo in scena, sui 60 anni del Festival di Spoleto, e Mariangela! che Fabrizio Corallo ha dedicato a un affascinante ritratto della Melato.