De Amicis: Sanremo è il racconto musicale della nostra Italia

7 Febbraio 2023

Il maestro aquilano: la prima volta mi tremavano le gambe Il rapporto con Amadeus: «Tra noi tanta stima e rispetto»

Da piccolo guardava il Festival di Sanremo e gli sembrava «un qualcosa di irraggiungibile». Adesso, è una presenza fissa tanto che Amadeus gli ha affidato l’incarico di consulente nell’ascolto delle canzoni: di lui si fida ciecamente. Leonardo De Amicis, direttore d’orchestra cresciuto all’Aquila, già direttore artistico della Perdonanza Celestiniana, è pronto a una settimana di musica. Per lui, il Festival è qualcosa di più una gara di canzoni: è il racconto dell’Italia contemporanea.
Maestro, ma perché Sanremo è Sanremo?
«Se, da 73 anni, Sanremo è Sanremo è perché è il racconto dell’Italia: è una festa nazionale, di riunioni di spiriti e di intenzioni».
Qual è il suo primo ricordo legato al Festival, ancora prima che lei diventasse un direttore d’orchestra?
«Ho sempre seguito il Festival fin da piccolo e l’ho sempre visto come un grande spettacolo, un qualcosa di irraggiungibile. Pensate che all’epoca c’era un solo canale tv e proprio da Sanremo uscivano le canzoni che avremmo ascoltato per tutto l’anno».
E invece la prima volta da protagonista se la ricorda?
«Era il 1992 e mi tremavamo le gambe. L’Ariston è un teatro che provoca tremore alle gambe a tutti, anche ai più esperti. È un palco magico e difficile e questo vale anche per i cantanti e per tutte le maestranze».
Maestro, è pronto per il debutto?
«Sì, arriviamo tutti molto sereni e pronti ad affrontare anche qualche imprevisto».
«Dirige l’orchestra il maestro Leonardo De Amicis», ma quando Amadeus pronuncia questa frase, lei cosa sente?
«Provo sempre una grande gratitudine per poter esercitare il mio lavoro che in fondo è una passione. Sono grato ad Amadeus perché mi ha voluto: c’è una base di stima e rispetto».
Se si guarda indietro, è stato facile diventare un direttore d’orchestra importante?
«Non mi sono mai prefisso obiettivi: ho iniziato a fare il musicista per passione e poi è diventato un lavoro. Sicuramente la musica non è una passeggiata ma mi sento fortunato di essere arrivato a questo punto. Anche se per me non è affatto un punto di arrivo».
Se dovesse scegliere tre canzoni di Sanremo, quali sceglierebbe?
«Una domanda difficilissima. Nella storia di Sanremo ci sono canzoni intramontabili, quindi non rispondo».
E Sanremo come sarà questa settimana?
«Una città accesa in cui accade di tutto. Il Festival porta con sé sempre una certa magia».
Ma durante il Festival di Sanremo, voi protagonisti dormite?
«Io di certo non esco: penso a lavorare e basta. E i cantanti conducono la loro vita normale di programmi, interviste, cene: una passeggiata a Sanremo durante il Festival è consigliabile».
Maestro, lo conosce Enrico Melozzi?
«Abbiamo lavorato insieme più di vent’anni fa, certo che lo conosco. È un talentuoso, un orgoglio abruzzese».