De Gregori un trionfo in musica nella cattedrale

AVEZZANO. Un De Gregori nuovo e una platea attenta, quasi commossa, anche se per certi versi scatenata. Questi gli ingredienti che hanno caratterizzato il tradizionale concerto di Natale in...
AVEZZANO. Un De Gregori nuovo e una platea attenta, quasi commossa, anche se per certi versi scatenata. Questi gli ingredienti che hanno caratterizzato il tradizionale concerto di Natale in cattedrale ad Avezzano. Due serate indimenticabili che sicuramente nell'album dei grandi eventi della città occuperanno un posto privilegiato. Per la prima volta, infatti, il Concerto di Natale Premio alla carriera Anna Luce ha fatto il bis con due sold out consecutivi, ieri e giovedì. Un appuntamento unico con oltre mille presenze a sera.
Un gioco di luci colorate ha illuminato il piccolo palco incastonato al centro dell'edificio sacro. In total look black, ma senza il tradizionale cappello per rispetto del luogo di culto in cui si trovava, il cantautore romano ha fatto il suo ingresso con la chitarra in mano. A dargli il benvenuto uno scroscio lunghissimo di applausi accompagnati da qualche acclamazione da stadio. De Gregori ha piegato il capo verso la platea e poi ha detto: «Ho preparato qualcosa di speciale per voi, per questa serata di Natale». Il via con “Vai in Africa, Celestino” del 2005 che secondo alcuni è stata ispirata dalla "La profezia di Celestino", romanzo di James Redfield del 1993. Chi pensava che nella scaletta il cantautore romano avrebbe inserito pezzi natalizi tratti dal repertorio classico è rimasto deluso. De Gregori ha proposto un mix di nuovo e vecchio con alcuni brani tratti dal suo ultimo album “Sulla strada” e dal best of “Vivavoce”. Tra “La leva calcistica del 68?”, “Viva l’Italia”, “Alice” e “La donna cannone” De Gregori ha proposto anche un brano tratto dal disco “Per brevità chiamato artista” molto legato all'Abruzzo: “Volavola”. Al termine dell'esibizione, quasi con timidezza, l'artista si è rivolto alla platea: “Sono contento che vi sia piaciuta questa canzone perché è molto vicina a voi. Mio padre me la cantava sempre e io, qualche anno fa, ho deciso di reinterpretarla a modo mio».
Tanti gli applausi, tante le richieste di bis e tanti anche i momenti di musica pura. De Gregori si è diviso tra chitarra, pianoforte e l'immancabile armonica. Ad affiancarlo sul palco chitarre, violini, ottoni e percussioni.
«Per De Gregori in 40 anni di carriera è stato il primo concerto tenuto in una chiesa», ha commentato il direttore artistico dell'evento, Massimo Coccia, «e, a suo dire, ha provato una forte emozione. Un'artista schivo, timido, di formazione laica e rispettoso della sacralità del luogo. Ha ricevuto il premio alla carriera lontano dalle passerelle, dai giornalisti e dai fotografi”. É stato il vescovo Pietro Santoro a consegnare, in sacrestia, il prestigioso riconoscimento alla presenza del sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, e di Coccia.
Nella serata, organizzata da Harmonia Novissima con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Avezzano e della diocesi dei Marsi, non è mancato poi un aspetto solidale: parte del ricavato dell'evento è stato devoluto per la realizzazione di una stanza a disposizione della Caritas della cattedrale.
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