De Sica e Brignano, nuova coppia «Colpiti da improvvisa ricchezza»

ROMA. Comprarsi Al Bano per avere canzoni a richiesta («Da Felicità a una sua versione di Renato Zero) e Gabriel Garko, come compagno di visione per la nonna (che allunga le mani) patita di fiction....
ROMA. Comprarsi Al Bano per avere canzoni a richiesta («Da Felicità a una sua versione di Renato Zero) e Gabriel Garko, come compagno di visione per la nonna (che allunga le mani) patita di fiction. Allestire una cabina fotografica in salotto per la figlia appassionata di selfie (Federica Lucaferri) e un bancomat in corridoio. Sono fra le bizzarrie della famiglia Tucci, diventata multimilionaria grazie a una vincita, in “Poveri ma ricchi”, la commedia di Natale di Fausto Brizzi (in sala il 15 dicembre con Warner Bros), con Christian De Sica, Enrico Brignano, Lucia Ocone, Anna Mazzamauro, e, al debutto sul grande schermo, la star Disney Lodovica Comello. Il film, sul set in questi giorni a Roma, è un remake del grande successo francese Les Tuche (un milione di spettatori Oltralpe nel 2011, e un pubblico di 4 milioni e mezzo di persone per il sequel di quest'anno).
«Abbiamo fatto un libero adattamento sulla realtà italiana. In questo periodo di crisi il sogno di diventare ricchi è più vivo che mai», spiega Brizzi. «La Francia è diversa, lì i vincitori della lotteria vanno tranquillamente nei talk show, da noi si nascondono». «Per paura che gli arrivino continue richieste di soldi», chiosa Anna Mazzamauro, interprete di Nonna Nicoletta.
Provano a non far sapere nulla, nella loro cittadina del basso Lazio, Roccasecca, anche i Tucci capitanati da Danilo, che ha il volto di Christian De Sica, con capigliatura e barba ricce e bionde (come il protagonista francese, interpretato da Jean-Paul Rouve). «Sembra Rudy Voeller», scherza il regista. «Nel film sono un mozzarellaro, e Fausto mi ha mandato per una settimana a imparare il mestiere», racconta De Sica, «ora faccio trecce fantastiche. La notizia della vincita viene fuori perché all'ennesima angheria del mio capo, lo butto nel siero di latte e gli dico tutto. Così decidiamo di trasferirci a Milano». Lì però «i Tucci scoprono tristemente che i ricchi sono molto diversi da come se li immaginavano», dice Brizzi. «Loro vorrebbero ostentare, ma si ritrovano di fronte milionari in stile Mark Zuckerberg o Bill Gates, magri, vegani, minimal, appassionati d'arte e beneficenza».
Brignano nel film è il cognato di Danilo, Marcello. C'era da capire «come sarebbe andata l'alchimia con Christian», dice l’attore romano, «ma è stato facile trovarla, quando si lavora con un attore come lui e c'è un bravo direttore d'orchestra».
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