De Sica e l’Abruzzo pace (quasi) fatta: «Non vi ho offeso»

Nell’anteprima del film svelata la scena completa della battuta: resta nel trailer, il Consorzio replica
ROMA. Non è pace, ma quasi. La battutaccia di Christian De Sica sul vino abruzzese nel film “Natale a tutti i costi” - in programmazione dal 19 sullla piattaforma tv Netflix - e ritenuta denigratoria dall’intera filiera del vino, diventa una carezza amorevole nella scena completa finalmente proiettata ieri nell’anteprima nazionale. Così, da “’na merda!”, la bottiglia dell’anno in Abruzzo a cui si fa riferimento, diventa, cinque secondi dopo, “scherzo, il vino è buono, corposo...” con un saggio movimento degustativo delle labbra da parte dell’attore. Sarebbe bastato far vedere questo nel trailer di presentazione per evitare il caso che ha fatto sollevare i produttori e spingere il presidente della Regione, Marco Marsilio, a scrivere una lettera a Christian De Sica.
«A Marsilio intendo rispondere al più presto, nel frattempo voglio salutare tutti gli abruzzesi e dire che vi voglio bene e che a me piace tanto il vino abruzzese», non si stanca di ripetere Christian De Sica, apparso mortificato per quanto successo. Quindi la spiegazione: «Purtroppo nel trailer hanno tagliato il resto della battuta e sembra una cattiveria. Se la sono presa con me, ma io perché dovrei andare contro l’Abruzzo, chi me lo fa fare? Abruzzo, verrò prestissimo», è il messaggio d’amore che lancia dal palco.
Caso chiuso? Non del tutto. Mentre Marsilio attende la risposta promessa da De Sica, il Consorzio di tutela vini d’Abruzzo, sceso in campo con la diffida legale per far fermare il trailer e sospendere, alla luce della sola battutaccia, la programmazione del film, fa sapere di essere da una parte soddisfatto per la mitigata scena sul vino, e dall’altra dispiaciuto di non essere stato contemplato né da Netfix (società di distribuzione) né da Colorado film (la società di produzione) e quindi convocato all’anteprima nazionale. «Sarebbe stata la giusta occasione per chiarire subito e brindare magari con del Montepulciano, ma adesso aspettiamo di vedere il film e dopo prenderemo posizione», afferma il presidente Alessandro Nicodemi rinviando dunque la risposta definitiva.
Al Consorzio vini l’ufficio legale Netflix aveva replicato alla diffida legale sostenendo che la battutaccia del trailer rientra nella licenza comica della commedia in un determinato contesto cinematografico. «Nella scena i miei figli vengono a cena solo per i soldi, e non per affetto, e così dico quella frase per offendere loro e non per la qualità del vino: viva l'Abruzzo!», spiega ancora De Sica.
Tirando le somme, il vino abruzzese esce bene dal film, male invece dallo spot di presentazione dove manca la contestualizzazione che rende la scena comprensibile e che gira su YouTube mentre sulla piattaforma Netflix non è invece più disponibile.
Abbiamo chiesto ai produttori del film e a Netflix se intendono intervenire sul trailer, magari modificando quella parte sul vino collocata proprio all’esordio dello spot. «Il film è un omaggio alla commedia italiana, siamo fiduciosi che gli spettatori comprendano che non vogliamo offendere nessuno», è stata la risposta di Veronica Vitali, manager Netflix. Quindi resta tutto così. «C’è una sola cosa al mondo peggiore del far parlare di sé, ed è il non far parlare di sé», dice Oscar Wilde nel ritratto di Dorian Gray. E il vino d’Abruzzo continuerà a far parlare di sé.
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