Death Mantra for Lazarus presenta il suo disco

23 Aprile 2023

Si chiama “Dmfl” il lavoro della band abruzzese che si è riunita. Sarà disponibile dal 28 aprile

PESCARA. Sarà disponibile a partire dal 28 aprile negli store e su tutte le piattaforme digitali “Dmfl”, il nuovo album degli abruzzesi “Death Mantra for Lazarus”. Pubblicato da Vina Records e distribuito da Believe, il disco è stato anticipato dal singolo “Church Superdelay”.
L’artwork ha una firma prestigiosa: quella dello street artist Millo. “Dmfl”, acronimo del nome del gruppo, è nato nel 2019, quando i quattro componenti della band si sono riuniti dopo una lunga pausa.
I musicisti dei Death Mantra for Lazarus hanno alle spalle svariate esperienze artistiche, tra cui quelle con Santo Niente, Milf e Zippo. Il loro esordio sulla scena musicale risale al 2010 con l’album “Mu”, che vede la collaborazione del leader dei Santo Niente Umberto Palazzo. “Beatrice” è l’ultimo brano prodotto, prima della pausa durata diversi anni.
«In “Dmfl” il post rock prolisso e la struttura prog del passato lascia il passo a brani più focalizzati che contengono tutta la nostalgia per un tempo che non esiste più, la gioia e la speranza per la ritrovata sintonia, l’amicizia, la fratellanza e l’amore per la musica e per i paesaggi infiniti che caratterizzano la terra d’origine della band, che è l’Abruzzo», si legge nelle note di presentazione del disco della band abruzzese.
Sette le tracce contenute nel nuovo lavoro targato Death Mantra for Lazarus, cui hanno partecipato, tra gli altri, la violinista Valeria Vadini, il polistrumentista Francesco Di Giandomenico, il cantautore abruzzese, voce degli Hey Scenario, Jester At Work. “Dmfl” è una sorta di «diario dei ricordi» da cui «affiorano emozioni. Gli ultimi due brani cambiano le carte in tavola e settano l’apertura a nuove strade».
L’album si apre con il singolo “Church Superdelay”, «nato dalle ceneri di un brano scritto quasi esclusivamente con sintetizzatori, l’ammiraglia del disco». Segue “Nude”, «brano atipico per la band», dalle sonorità vicine al jazz, che ha preso vita «da un ritmo creato dal batterista con il suo fedele tamburo a cornice».
A chiudere la tracklist del disco è “Memory of Us”, in cui la chitarra classica prende il posto del basso e la tromba di Francesco Di Giandomenico «conduce in territori inesplorati» e lascia spazio «all’arrivo di un nuovo giorno».