Depp contro Heard: Amber si prepara per il ricorso

3 Giugno 2022

Per il primo processo dell’era TikTok c’era un tifo da stadio. L’avvocato Bredehoft: «L’aula trasformata in uno zoo»

NEW YORK. Uscita con le ossa rotte e praticamente sul lastrico dopo l’esito del processo per diffamazione contro l'ex marito Johnny Depp, Amber Heard si prepara per l'appello.
«Avevamo una montagna di prove che sono state soppresse», ha detto l'avvocatessa dell'attrice, Elaine Bredehoft, intervistata dall’emittente Nbc il giorno dopo il contestato verdetto. «Amber non ha i soldi per pagare l'enorme risarcimento a cui l'hanno condannata i giurati di Fairfax», ha aggiunto l'avvocatessa, secondo cui nel corso del processo «sono state ammesse prove che non avrebbero dovuto esserlo e questo ha del tutto confuso la giuria. Mentre il team di Johnny Depp è riuscito a sopprimere una montagna di prove», tra cui quelle emerse nel processo contro il giornale Sun, del 2020 a Londra. In quella causa vinse il tabloid, che aveva definito Depp «uno che picchia le donne».
Stavolta la giuria ha stabilito che i due ex coniugi si sono diffamati a vicenda ma Depp ha ottenuto molto di più. «Amber è stata demonizzata dagli avvocati di Johnny e sui social media», ha detto l'avvocatessa Bredehoft, lamentando una sconfitta del movimento #MeToo: per la prima volta dallo scandalo Weinstein, ha prevalso in corte la nozione che sta alle donne che denunciano un maschio, soprattutto se celebre e potente, l'onere di dimostrare che dicono il vero, non viceversa. L'attrice di Aquaman non è una santarellina, così come non è un santo Depp, che ieri ha citato il filosofo stoico Seneca («La verità non muore mai») in latino per celebrare «un nuovo capitolo» nella sua vita.
Poi, fish and chips e birra in un pub di Newcastle: «Sembrava contento», ha detto Gary Spedding, un giocatore di rugby che si èimbattuto nell'ex Pirata che festeggiava con Jeff Beck degli Yardbirds, «la sua anima gemella musicale», con cui era salito sul palco a Sheffield e alla Royal Albert Hall di Londra.
Ora gli avvocati gongolano contando le parcelle milionarie che i due dovranno pagare oltre ai danni stabiliti dalla corte: 10,35 milioni per Amber, due milioni per Johnny. Incerto, per entrambi il futuro, anche se Depp, tuttora il volto del profumo Dior Sauvage, potrebbe tornare in una nuova puntata del Beetlejuice di Tim Burton, uno dei film che più lo ha fatto amare dai fan.
Per gli esperti legali il verdetto è stato una sorpresa, ma fin dalle prime mosse del processo Johnny aveva già vinto nella corte della pubblica opinione con un volume astronomico di interazioni al vetriolo sui social «che inevitabilmente hanno influenzato la giuria», ha detto la Bredehoft. Tante cose hanno fatto discutere, in questo primo processo dell'era TikTok, a partire dalle telecamere in aula. «Ero contraria», ha detto l'avvocatessa: «Hanno trasformato quell'aula in uno zoo». Rilanciate dalle tv sui social le immagini dalla corte hanno scatenato un tifo da stadio tra i fan di Johnny, cresciuti guardando pellicole come Charlie e la fabbrica di cioccolato, Beetlejuice e la serie di film Pirati dei Caraibi, tutti certi fin dall'inizio che la ragione stava dalla parte del loro eroe. Negli Usa si chiama “stan culture” da una canzone di Eminem su un superfan che diventa stalker assassino: stavolta la vittima è stata Amber Heard.