Depp professore Giannini poliziotto e tulipani d’amore

Sappiamo vagamente cosa sia la "sindrome di Stoccolma", ma da dove viene l'espressione, più giornalistica che psichiatrico-forense? Ce lo spiega il film di Robert Budreau, "Rapina a Stoccolma", da...
Sappiamo vagamente cosa sia la "sindrome di Stoccolma", ma da dove viene l'espressione, più giornalistica che psichiatrico-forense? Ce lo spiega il film di Robert Budreau, "Rapina a Stoccolma", da oggi al cinema. Con qualche libertà narrativa il lungometraggio americano ricostruisce la rapina compiuta nel 1973 nella capitale svedese da un eccentrico personaggio che assaltò con un mitragliatore la Sveriges Kreditbank. Kaj Hansson / Lars Nystrom, interpretato da Ethan Hawke, sembra uscito da "Easy Rider", col giubbotto di Peter Fonda e cappellaccio e baffoni di Dennis Hopper. L'uomo prende in ostaggio gli impiegati per costringere la polizia a scarcerare il suo amico Gunnar (Mark Strong). Negli oltre cinque giorni di assedio Lars riesce ad accattivarsi coi suoi modi bizzarri e poco minacciosi le simpatie e l'aiuto dei sequestrati che, scoraggiati dalle estenuanti trattative con le forze dell'ordine, finiscono per parteggiare per lui. In particolare con Bianca (Noomi Rapace), madre di due bambini, si sviluppa una reciproca comprensione.
Trent'anni dopo "L'attimo fuggente" ecco "Arrivederci professore", opera seconda di Wayne Roberts con Johnny Depp per una volta al naturale senza maschera, trucco parrucco e orpelli vari. L'inquieto attore, a 55 anni suonati ancora accompagnato da un'aura maudit, è il professor Richard Brown, docente di letteratura in un college del New England che scopre di avere sei mesi di vita per un cancro ai polmoni in stadio avanzato. Di fronte alla diagnosi Brown decide di non curarsi e vivere spericolatamente il tempo che gli rimane, contro ogni convenzione sociale e ipocrisia, per un liberatorio congedo dalla vita. Abbandonate le buone maniere, caccia dalle lezioni gli studenti disinteressati e incoraggia gli allievi rimasti a liberare la loro voce, beve a più non posso e dice tutto quello che pensa, sperimenta sessualmente, affronta con franchezza la moglie artista Veronica (Rosemarie DeWitt), che lo tradisce con il rettore (Ron Livingston), e la figlia Olivia (Odessa Young) fresca di coming out.
"Sir - Cenerentola a Mumbai" di Rohena Gera è, come da titolo, una favola sentimentale. Protagonista è la giovane vedova Ratna (Tillotama Shome), domestica nell'appartamento del bell'Ashwin (Vivek Gomber), erede di una facoltosa famiglia di Mumbai. Lui possiede tutto ma è infelice, ha lasciato la fidanzata perché alla ricerca di un sentimento più profondo. Ratna non ha nulla ma è ricca di speranze e sogni. I due iniziano a legare fino a innamorarsi, ma le barriere sociali per questi moderni Romeo e Giulietta sembrano insuperabili.
In "Lucania - Terra sangue e magia", di Gigi Roccati, Rocco (Giovanni Capalbo) e Lucia (Angela Fontana), un padre severo e testardo, e una figlia selvatica, muta dalla morte della madre Argenzia (Maia Morgenstern), resistono alla malavita che vuol seppellire nella loro terra rifiuti tossici in cambio di denaro. Per mettere in salvo la figlia, Rocco fugge con lei attraverso i luoghi selvaggi della Lucania. Pippo Delbono è l'autotrasporatore Carmine.
Nei panni di un ispettore di polizia Giancarlo Giannini nella commedia italo-olandese "Tulipani - Amore, onore e una bicicletta" di Mike Van Diem. Dopo la scoperta di un cadavere l'indagine porta a una giovane donna canadese, arrivata in Puglia per spargere le ceneri di sua madre. Si scoprirà il suo legame con un contadino olandese partito per l'Italia in bicicletta negli anni Cinquanta per coltivare tulipani al sud. Da ieri in sala l'horror "La bambola assassina" del norvegese Lars Klevberg, reboot ufficiale della saga del bambolotto serial killer Chuky, che dalla pellicola di Tom Holland del 1988 ha avuto un'inifinità di sequel più o meno apocrifi.
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