Di Venanzo, maestro preferito e dimenticato

Il maestro teramano della luce Gianni Di Venanzo, nato a Teramo nel 1920 e morto prematuramente a Roma a soli 46 anni, è stato uno dei grandi direttori della fotografia, non solo italiani, innovatore...
Il maestro teramano della luce Gianni Di Venanzo, nato a Teramo nel 1920 e morto prematuramente a Roma a soli 46 anni, è stato uno dei grandi direttori della fotografia, non solo italiani, innovatore assoluto nello scrivere con la luce lo stile e la “temperatura” emotiva dei film. Vincitore di sette Nastri d’argento e innumerevoli altri premi in una straordinaria carriera terminata troppo presto, Di Venanzo fu autore della fotografia per i grandi del cinema italiano e internazionale, Carlo Lizzani, Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi, Mario Monicelli, Luigi Comencini, Lina Wertmüller, Joseph Losey, Joseph Mankiewicz e, soprattutto, Federico Fellini. Di Venanzo diresse la fotografia per il maestro riminese in tre pellicole: “Agenzia matrimoniale”, episodio del film collettivo “L’Amore in città”, “8½” e “Giulietta degli Spiriti, primo film a colori di Fellini. Eppure, ha fatto notare in una nota il Cineforum Teramo, la grande mostra riminese “Fellini 100 genio immortale”, che ricorda le collaborazioni con Rotunno e Delli Colli, ha totalemente dimenticato Gianni Di Venanzo. (afu)

