DIACROMIA n. 15

10 Dicembre 2021

Mi piacciono di più gli alberi, quando sono spogli. Si intravede perfettamente il disegno del tronco, il profilo, la struttura. Mi piace l’odore che si respira, accanto ad un albero: soprattutto...

Mi piacciono di più gli alberi, quando sono spogli. Si intravede perfettamente il disegno del tronco, il profilo, la struttura. Mi piace l’odore che si respira, accanto ad un albero: soprattutto quando fa fumo e fiato, al mattino presto, tra un cielo che minaccia pioggia e all’ improvviso si tinge di un azzurro netto. Il mondo si sfalda, foglia per foglia, corteccia per corteccia, nell’eterno ciclo della materia; niente si riconosce più, tutto marcisce e si decompone; eppure non c’è nient’altro che sia più necessario alla vita che questa morte. Qualche nido vuoto si intravvede all’ incrocio di un ramo, svelando la attenzione che i costruttori alati hanno avuto nel nasconderlo. Qualche volta si riesce a passeggiare attraverso i giorni di pioggia in cui arriva presto la sera e si sentono già le folate fredde di vento, uno di quei giorni così, in cui tutto sembra essere più scuro, più vecchio, più amaro. Magari si incontrano due alberelli di melograno, in un giardinetto striminzito. Spicca così tanto il rosso di quei frutti pendenti, in mezzo alle poche foglie. Una bella buccia rotonda, coriacea: un rosso dalle mille sfumature. Tutti i chicchi dolcissimi, ben preservati nell’ampolla. Più in là una magnolia ha lasciato cadere le sue infiorescenze secche, piene di piccoli lucidi semi rossi. Le bancarelle del mercato riproiettano un arancione squillante che si spande bene tra quello delle zucche, arance, mandarini e cachi. Rispondono a queste tonalità anche i filari degli alberi su cui restano le ultime foglie gialle e i tappeti che a terra, sopra i marciapiedi, si fanno giallo-marroni. Anche i nostri vestiti, si scuriscono, intristiscono, si stratificano, ci mimetizzano nella folla compatta, nella marea distratta che sciama per le strade. Ci concentriamo, come le castagne. Una buccia lucida di pianti e riflessioni, un sapore antico. Tanti strati che servono quasi solo a nascondere un cuore tenero.