Diego, Franco e la vecchia cantina anima di Spoltore

28 Gennaio 2016

I titolari dell'azienda bio Podere Della Torre «Qui ci sono tradizione e terreni ricchi e argillosi»

SPOLTORE. La loro amicizia è nata sui campi di calcio, quando erano appena ragazzi. Diego Della Torre e Franco Graziano hanno coltivato negli anni un rapporto così forte da unirli più tardi nella coltivazione della vite. Complice la passione per il vino, per il proprio territorio, quello di Spoltore, nel Pescarese, e complice anche una storia familiare di attività agricola che i due soci hanno voluto rilanciare concentrandosi sulla produzione vinicola.

«La tradizione della nostra azienda nasce proprio in questo comune alla fine dell'Ottocento e negli anni Sessanta del Novecento si specializza nella coltivazione della vite da vino e da tavola», raccontano, «per poi dedicarsi solo all'uva da vino dagli anni Settanta, inizialmente con una produzione venduta alla mescita», proseguono i due soci, «e dal 2007 con il vino in bottiglia. Nel 2012 poi è nata la nostra società, l'azienda agricola biologica Podere Della Torre».

La vostra storia e le vostre passioni hanno qui le proprie radici. Com'è Spoltore?

«È uno dei borghi più affascinanti della provincia, la prima collina a ridosso di Pescara. Spoltore è detto anche “la terra dei cinque borghi”, perché è costituito da cinque centri ben distinti raccolti sotto un unico comune. Il centro storico rappresenta la parte più antica e più ricca di storia, con chiese e palazzi di diverse epoche. Si è formato tra il 1000 e il 1500, passando da un feudo all'altro per arrivare definitivamente, con la fine dei privilegi feudali, alla fisionomia di comune della provincia di Teramo prima e di Pescara poi. Uno dei luoghi più interessanti è senz'altro il convento del XV secolo, ma oltre al patrimonio storico-artistico, Spoltore ha avuto sempre una vita culturale intensa».

Voi come vivete il paese?

«Abbiamo un ottimo rapporto con la vita del centro storico, per via del forte legame personale ma anche per la nostra attività. I nostri prodotti sono sempre stati apprezzati dalla comunità, che ci segue in tutte le iniziative organizzate nella nostra cantina, e il rapporto con i cittadini è quotidiano perché abbiamo anche un punto vendita qui a Spoltore, dove accogliamo clienti tutti i giorni».

Tra questi prodotti un successo particolare lo raccoglie il vostro “Montinope”.

«È il nostro Montepulciano d'Abruzzo Riserva ed è il vino più legato a Spoltore e al suo territorio, perché porta il nome della collina più alta del comune e rappresenta un riferimento storico e culturale per tutti gli spoltoresi».

Come nasce questo vino?

«Il Montinope è ottenuto da uve Montepulciano in purezza provenienti da un vigneto di età molto avanzata, circa 45 anni, un vitigno derivante da un clone anch'esso molto antico da cui per selezione massale abbiamo ricavato le barbatelle che hanno costituito i nostri reimpianti negli anni. Il vigneto insiste su terreni argillosi, particolarmente resistenti alla siccità, con un'ottimale esposizione a Sud, tutte caratteristiche che ci donano un frutto molto ricco. Inoltre i vigneti sono ad una distanza in linea d'aria di due chilometri circa dal mare, questo caratterizza con note salmastre tutti i nostri vini. Il Montinope è una profonda espressione di questo territorio, un vino molto ricco di colore e di tannini che necessita di un affinamento mirato in legni di diversa taglia».

Oltre al vino, Spoltore è famosa per l'olio. Cosa si mangia di tipico?

«Spoltore è considerato anticamente un comune tra i più grandi per produzione di olio di oliva, ma nel tempo si è affermata anche una viticoltura diffusa e di qualità. Un'altra coltura storicamente presente è quella dei carciofi, che sono alla base di tanti piatti tipici».

Piatti con i quali, magari, abbinereste il vostro Montinope?

«Certo, mentre un abbinamento proprio della tradizione spoltorese è quello tra vino cotto e “Ossi dei Morti”, un dolcetto secco alle mandorle, antica ricetta locale».

Chi interpreta la cucina del territorio a Spoltore?

«Per provare certi sapori, consigliamo l'Osteria La Corte, ospitata in una masseria poco distante dal paese».

E per dormire tra i vicoli del borgo?

«Suggeriamo il B&B Ottocento oppure la Guest House La Cantina, sempre nel centro storico».

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