Diete e scelte etiche, così cambia la spesa

17 Gennaio 2015

In Italia è boom di vegetariani e vegani, il bio va forte, aumentano le persone con disturbi alimentari

Gli stili alimentari degli italiani sono in rapida evoluzione, vuoi per la crisi, vuoi per le intolleranze emergenti, vuoi per scelte di consumo più consapevoli e a volte improntate alla rinuncia.

È boom di vegetariani e vegani: gli italiani che non mangiano carne e pesce sono il 6,5%, secondo dati Eurispes, mentre coloro che escludono del tutto dalla dieta l'uso di prodotti animali e derivati solo 0,6%. Nel complesso, oltre il 7% della popolazione nazionale. Lo mette in luce il Rapporto Coop “Consumi e distribuzione” che evidenzia nuovi stili di consumo con più cibo biologico e integratori alimentari nel carrello della spesa.

Contemporaneamente sono in forte aumento gli italiani affetti da disturbi dell'alimentazione: secondo dati dell'Istituto Superiore di Sanità circa l'8% dei bambini e il 2% della popolazione soffre di reazioni avverse ad uno o più cibi. E circa 7 italiani su 10 non digeriscono il lattosio, mentre un italiano su 100 soffre di celiachia. E i dati sulle vendite nei punti vendita della Gdo (Grande distribuzione organizzata) confermano il trend in atto: il giro d'affari annuo dei prodotti senza glutine – si legge nel Rapporto Coop – e di quelli a base di cereali alternativi al frumento (soia, kamut, farro, ecc) vale poco meno di 250 milioni di euro l'anno, con incremento dei volumi negli ultimi 12 mesi pari al 18%.

Biologico ma non solo, gli italiani si scoprono fruitori dei consumi alimentari etici. Tre le linee-guida nelle scelte di consumo: la ricerca del benessere e della salute, l'attenzione all'ambiente e alla sostenibilità, l'affermarsi di criteri etici nella scelta dei prodotti. «Il rapporto degli italiani col cibo», osserva Albino Russo, responsabile dell'Ufficio Studi economici di Ancc-Coop (l'Associazione nazionale delle Cooperative di consumatori) che cura il Rapporto annuale, «è spesso difficile e controverso: pur vantando i principi della dieta mediterranea, un italiano su due si dichiara a dieta. L'equazione «mangiare bene-stare bene» si è progressivamente identificata nel consumo di prodotti biologici e eco-friendly. Il giro d'affari 2014, secondo ricerche Ref su dati Nielsen, dell'alimentazione bio potrebbe superare i 700 milioni di euro nei soli punti vendita della Gdo.

Ammonta poi a 140 milioni di euro, con un incremento di oltre il 6% rispetto al 2013 il fatturato del comparto degli integratori alimentari, ovvero di quei prodotti destinati a favorire l'assunzione di vitamine, sali minerali, e proteine non presenti in una dieta sbilanciata». E al fianco della Gdo si riqualificano gli operatori tradizionali come i negozi di quartiere, e si affermano soprattutto i nuovi specializzati (chimico, bio, surgelati) mentre crescono le nuove forme di approvvigionamento nostore (autoproduzione, gruppi d'acquisto, vendita diretta, eCommerce, ecc.).