Dirotta su Cuba & Bosso «Il nostro funky a Sulmona»

15 Febbraio 2018

La band di culto si è riformata e torna in concerto sabato con il trombettista jazz «Siamo un gruppo riconosciuto per il sound e lo stile che è riuscito a creare» 

Si sono sciolti dieci anni fa e ora tornano più motivati di prima con lo stimolo di riprendere un discorso solo sospeso. «Ci siamo resi conto del patrimonio che eravamo riusciti a costruire con dedizione e fatica», racconta Simona Bencini, voce solista del gruppo, «e che era un peccato non recuperarlo, non continuare a farlo crescere, svilupparlo. Sappiamo oggi più di ieri che siamo una band cult ormai e, che al di là delle mode, del cambio generazionale, c’è chi ama questa musica e continua a seguirci». Sabato il ritorno in Abruzzo nel concerto che si terrà al Teatro Maria Caniglia di Sulmona, e questa volta insieme al grande trombettista jazz, Fabrizio Bosso.
E’ pronto per l’evento anche Fabrizio Bosso, «I Dirotta su Cuba», dice il musicista torinese, «sono un gruppo che mi ha sempre attirato perché ha un sound e una carica senza molti precedenti in Italia e hanno segnato sicuramente più di una generazione. Sabato ci divertiremo».
I biglietti per il concerto sono in prevendita nel circuito Ciao Tickets e nel botteghino del Teatro Caniglia.
Avete un ricordo legato all’Abruzzo, magari legato al vostro passato?
L’Abruzzo - risponde Simona Bencini - è una delle regioni in cui da sempre la musica dei Dirotta viene più apprezzata. Fra tutti i concerti fatti, uno dei più belli è stato quello alla Fabbrica di Pescara, più di cinquemila persone, indimenticabile.
Come sono cambiati i Dirotta su Cuba in questi anni?
Siamo adulti, abbiamo delle famiglie, dei figli, questo cambia molto l’approccio alle cose. Ci sono delle priorità nella vita, la serenità nostra e delle nostre famiglie viene prima di tutto. Noi che siamo passati attraverso una “tempesta” che ha distrutto quello che avevamo costruito, lo sappiamo bene. Adesso che non abbiamo la pressione del successo, lavoriamo coi nostri tempi e seguendo l’obiettivo della coerenza e della qualità.
Siete sempre stati riconosciuti come i pionieri del funky italiano e tuttora siete tra i pochi artisti a portare questo genere in giro per l’Italia. Come ci si sente ad avere questa “responsabilità”?
Da una parte è una fortuna. Come dicevo prima, siamo una band cult , una band seminale che ha creato un stile “alla Dirotta” appunto e questo per una band è la massima aspirazione, cioè essere riconosciuti per il sound che hanno creato. Dall’altra il fatto di essere così ricondotti ad un genere, non ci permette di muoverci molto… siamo “costretti” a non fare troppe escursioni… il sound dei Dirotta ha un sapore dal quale non possiamo prescindere.
Nel 2016 avete pubblicato Studio Sessions Vol.1, disco ricco di collaborazioni importanti, tra cui quella con Fabrizio Bosso che per alcune date in tour con voi. Come sono nati questi incontri e in che modo vi hanno arricchito?
Ci siamo resi conto che molti nostri colleghi sono stati e sono nostri estimatori. Quando uscimmo con Gelosia, i Dirotta dimostrarono che era possibile fare canzoni pop in italiano senza sacrificare arrangiamenti e qualità musicale. Quando abbiamo deciso di fare un tributo a quel primo album di successo, ci siamo detti che sarebbe stato bello arricchirlo con collaborazioni di vecchi e nuovi amici che si sentissero a loro agio nel nostro mondo: Mario Biondi, Gegè Telesforo, i Neri per Caso, Federico Malaman, Bengi, Riccardo Onori. Quando abbiamo chiesto a Fabrizio Bosso se aveva voglia di fare un solo in un nostro brano, lui non ha esitato, ne era onorato. Siamo stati infatti, soprattutto per quei musicisti che suonavano uno strumento a fiato, una grande novità ed un punto di riferimento nella musica italiana.
Sabato prossimo sarete in concerto al Teatro Caniglia di Sulmona, con Fabrizio Bosso, cosa ci dobbiamo aspettare?
Un concerto pieno di energia, di carica positiva, di groove, di musica suonata per davvero. Un concerto tutto da cantare visto che suoneremo tutte le nostre hit più famose e ovviamente…da ballare, con o senza sedie.
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