Dischi e documentario Quando Bob Dylan diventò cristiano

2 Novembre 2017

I tre anni della svolta religiosa del musicista tornano  con un film oggi alla Festa di Roma e un cofanetto di cd

«So che un sacco di persone tra voi non hanno mai sentito parlare di Gesù prima. Io stesso non lo conoscevo fino ad un paio di anni fa. Gesù mi battè sulla spalla e mi disse: “Bob, perchè mi resisti?”. Io risposi: “Io non ti sto resistendo!”. Gesù mi disse: “Mi seguirai?”. Io dissi: “Beh, non ci ho mai pensato prima!”. Gesù mi disse: “Se non mi segui allora mi resisti”. Giovanni Battista ha battezzato con l'acqua. Gesù battezza con il fuoco. Fuoco e Spirito Santo. E così c'è stato un cambiamento in me».
Non sono le parole di un predicatore pentacostale televisivo. A parlare così è Bob Dylan. O meglio era Bob Dylan, una sera di maggio del 1980, fra una canzone e un’altra del suo concerto a Syracuse, una piccola città universitaria dello Stato di New York, dove aveva vissuto e insegnato Delmore Schwartz, il grande poeta che aveva influenzato anche lui vent’anni prima. Ma il Dylan di quella sera a Syracuse era lontano miglia e miglia sia dal cantante di protesta che dal giocoliere surrealista degli anni Sessanta. Era un cristiano rinato, il musicista ebreo premiato l’anno scorso con il Nobel per la letteratura. Per tre anni, dal 1971 al 1981, Dylan dedicò la sua musica, i suoi concerti e la sua stessa vita privata alla predicazione della parola di Gesù. E’ il cosiddetto periodo cristiano del musicista americano, che viene celebrato, in questi giorni, con un confanetto di 8 dischi, in uscita domani, e con un film documentario che sarà presentato, stasera, alla Festa del cinema di Roma. Dischi e pellicola portano lo stesso titolo: “Trouble no more” (Non avrai più problemi, affanni).
I dischi. Il cofanetto -che è il numero 13 e della Bootleg Series avviata nel 1991 – copre il periodo dei tre album della svolta religiosa: Slow Train Coming, Saved e Shot Of Love. I testi di questa trilogia contenevano parole di lode, adorazione e devozione per il Signore, ma sempre con una torsione personale e privata, tipica della poetica di Dylan. Quei tre dischi furono ricevuti in maniera tiepida dalla critica, fatta eccezione, in parte. per il primo album, Slow Train Coming. I fan del musicista furono ancora meno clementi dei critici verso la svolta cristiana del loro idolo, da cui presero le distanze con un atteggiamento che ricordava quello tenuto dai loro fratelli maggiori quando, 15 anni, prima Dylan aveva abbandonato le vesti del folksinger per indossare quelli del musicista rock con un’altra trilogia, quella degli album Bringing it All Back Home, Highway 61 Revisted e il doppio Blonde on Blonde.
Del cofanetto dei dischi ci saranno due versioni differenti. La SuperDeluxe Edition comprende 8 cd e un dvd, con 100 registrazioni mai pubblicate prima, in studio e dal vivo, di cui 14 canzoni inedite. Trouble No More 1979-1981 sarà disponibile anche nei formati doppio cd e 4 Lp, che conterranno i primi due dischi del cofanetto deluxe. Nel dvd, intitolato Trouble No More: A Musical Film, c’è anche materiale dal vivo tratto dal tour del 1980. Il prezzo, dovrebbe oscillare tra i 200 euro dell’edizione SuperDeluxe e i 62 di quella più economica. La prima comprenderà anche un libro con copertina rigida con introduzione di Ben Rollins, studioso di Dylan, e note di copertina di Amanda Petrusich, Rob Bowman e Penn Jillette.
Il film. Il dvd comprende il film – che sarà presentato oggi alla Festa del cinema di Roma _ che alterna immagini dei tour del 1980 mai viste finora a materiale originale scritto da Luc Sante e interpretato da Michael Shannon.
Diretto da Jennifer Lebeau, Trouble No More è stato presentato in anteprima, il mese scorso, al New York Film Festival. Tra i contenuti speciali del dvd incluso nel cofanetto ci sono una rara performance di “Shot of Love” ad Avignone nel 1981 e molto altro ancora. Nel film-concerto, le performance dal vivo di Dylan e del suo gruppo si alternano alla lettura da parte di Michael Shannondei sermoni a cui si abbbandonava il musicista, fra un pezzo e l’altro.
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