Divina Commedia Musical Dante come un romanzo

PESCARA. Sono i giorni della Divina Commedia al teatro Massimo: da domani a domenica va in scena per quattro serate consecutive “La Divina Commedia Opera Musical”, prima opera musicale tratta dal...
PESCARA. Sono i giorni della Divina Commedia al teatro Massimo: da domani a domenica va in scena per quattro serate consecutive “La Divina Commedia Opera Musical”, prima opera musicale tratta dal capolavoro di Dante Alighieri.
A vestire i panni del sommo poeta nel musical diretto da Andrea Ortis (che, oltre ad essere regista e autore, interpreta Virgilio), è Antonello Angiolillo, attore, cantante e ballerino originario di Chieti. «Dal 1990 giro l’Italia con grandi spettacoli teatrali, ma pochissime volte ho avuto la possibilità di esibirmi nella mia terra», dichiara Angiolillo alla vigilia del debutto pescarese del musical, «mi affascina l'idea di interpretare Dante a casa mia, davanti ad amici vecchi e nuovi, nella terra che ha dato i natali a D’Annunzio e Flaiano. La Divina Commedia è un’opera che ho riscoperto e imparato ad amare grazie al mio meraviglioso mestiere, che mi permette di giocare fino alla vecchiaia ad essere chi voglio, come solo i bambini sanno fare».
Angiolillo strizza l’occhio ai giovani studenti, per i quali Dante spesso è purtroppo un “obbligo scolastico”, e consiglia loro di «leggerlo dimenticandosi delle sovrastrutture che gli sono state costruito intorno: superate l’ostacolo delle “note a piè pagina” e leggetelo come un romanzo. Magari perderete chi erano Ugolino, Francesca o Pier Delle Vigne nella vita reale oppure non sarà chiara qualche parola», aggiunge Angiolillo, «ma vi troverete di fronte ad una storia chiara e avvincente».
Lo spettacolo dura due ore ed è diviso in due atti, nel corso dei quali vengono utilizzati duecento costumi e si susseguono cinquanta scenari.
Sul palco saliranno 24 cantanti-attori e ballerini-acrobati: oltre ad Angiolillo e al già citato Ortis, tra i protagonisti principali ci sono Manuela Zanier (Francesca e Matelda), Angelo Minoli (Ulisse e Guido Guinizzelli); Francesco Iaia (Caronte, Ugolino, Cesare e San Bernardo), Mariacarmen Iafigliola (Pia dei Tolomei e La Donna), Brian Boccuni (Catone, L’Uomo nel primo atto e San Tommaso), Daniele Venturini (Pier delle Vigne, Arnaut Daniel e L’Uomo nel secondo atto) e Noemi Bordi (Maria).
«L’idea della Divina Commedia in versione musical nasce nel 2007 da Marco Frisina (compositore e autore delle musiche, ndc), che ha deciso di musicare questo viaggio incredibile dentro e fuori l’uomo», racconta il regista Ortis, «Gianmario Pagano poi ne ha scritto le parole e i testi in una versione operistica, dando voce e traduzione al testo dantesco, rendendolo fruibile ai più. È un’operazione sociale di “ripristino” di uno dei patrimoni letterari dell’umanità», aggiunge Ortis, «molto legata alla sensibilità del produttore Gabriele Gravina e della sua famiglia, in particolare dei figli Francesco e Leonardo».
Per il regista che sul palco del Massimo vestirà i panni di Virgilio, il messaggio che vuole veicolare questa rilettura della Commedia è che «l’uomo è straordinario nella sua fallibilità: è l’umanità di Dante che mi convince e mi coinvolge, il suo dubbio che lo mette in moto. Il dubbio di Dante ha molto del dubbio metodologico di cartesiana memoria, non ha nulla dello scetticismo, ha tutto della ricerca della verità», continua Ortis, «e in quell’esitazione vitale mi ci sono tuffato, avido di conoscere quanto c’è in me, in ogni spettatore, in Dante stesso: perché ciò che ci fa essere vivi è la possibilità di scegliere e sbagliare e riparare e ripartire».
Le scelte musicali de “La Divina Commedia Opera Musical” sono state una prerogativa di Frisina: «Ha pensato a un allestimento orchestrale molto complesso e dai molteplici colori», spiega Ortis, «lo stesso testo dantesco è stato per lui una suggestione creatrice, in primis perché Dante ci racconta di migliaia di suoni e rumori, ma anche di cori, di canti gregoriani, di atmosfere percettibili: in quest’opera troviamo toni spiccatamente rock o armonie molto rarefatte e suadenti, altre volte brani dai connotati epici o canti di stampo lirico e operistico, altre volte atmosfere provenzali e da dolce stil novo in altre ancora brani elegantissimi e struggenti».
Lo spettacolo va in scena al Massimo per 4 giorni: da domani a sabato alle 20,45, mentre domenica 10 febbraio l’appuntamento è alle 17; i biglietti costano tra i 24 e i 48€, su divinacommediaopera.it.
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