Docg wine experience l’Abruzzo al gran debutto

Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Colline Teramane: la nostra sottozona è l'unica a denominazione controlllata e garantita nella regione
PESCARA. L'Abruzzo ha fatto il suo debutto nel più importante appuntamento dedicato all'alta società delle denominazioni del vino italiano, domenica scorsa al “Docg wine experience”, organizzato dalla delegazione padovana dell'Associazione italiana sommelier del Veneto nell'antica Abbazia di Praglia, monastero benedettino fondato tra l'XI e il XII secolo lungo la strada che conduceva ad Este.
Tra le Docg (Denominazione di origine controllata e garantita) italiane, tutte riunite per l'occasione, è stata molto apprezzata la presenza della Docg abruzzese, quella che tutela il Montepulciano d'Abruzzo delle Colline Teramane, rappresentata dall'omonimo consorzio.
«È stata proprio una bella esperienza perché per la prima volta l'Abruzzo è stato invitato in questo importante consesso», commenta Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Colline Teramane. «Devo dire che la novità è stata recepita sia dai colleghi produttori delle altre Docg italiane che dal pubblico, abbiamo avuto un afflusso notevole al nostro banco». Durante la manifestazione, realizzata in collaborazione con il Comune di Teolo e con il Consorzio di Tutela Vini Doc dei Colli Euganei, è stato possibile degustare più di 300 etichette provenienti dalle 74 denominazioni di origine controllata e garantita, vini e territori raccontatati da 150 sommelier.
A rappresentare le Colline Teramane ci hanno pensato 15 aziende con i loro Montepulciano: Ausonia, Cantine Torri, Cerulli Spinozzi, De Angelis Corvi, Faraone, Farnese, Illuminati, La Quercia, Marina Cvetic, Monti, Montori, Nicodemi, Podere Colle San Massimo, San Lorenzo e Valori. «Tutti conoscono il Montepulciano d'Abruzzo ma non tutti le Colline Teramane», osserva Nicodemi, «ed è stato un bell'impegno illustrare il legame tra vino e territorio, spiegando la storia della nostra sottozona che è la prima e ad oggi l'unica in Abruzzo a denominazione controllata e garantita».
Secondo Nicodemi, anche la novità della denominazione, che da poco tempo ha anteposto la dicitura Colline Teramane a quella Montepulciano d'Abruzzo nell'indicare la Docg, è stata positivamente recepita dal parterre numeroso, costituito da molti soci Ais, tanti operatori del settore della ristorazione e alcuni visitatori stranieri interessati al comparto vinicolo. «I vini teramani sono stati presentati in diverse declinazioni», commenta Niodemi, «con annate che andavano dal 2007 fino al 2014, ma quello che è stato particolarmente apprezzato, al di là dell'interpretazione del singolo produttore e della singola etichetta, è stata la forza del denominatore comune di questi vini. L'Abruzzo ha davvero tanti argomenti validi per promuovere un'enologia di qualità, e le altre Docg hanno riconosciuto che anche la denominazione delle Colline Teramane, a prescindere dallo stile di ciascuna azienda, esprime una comune matrice territoriale, riscontrabile con una consequenzialità tra le varie bottiglie, un gusto che lavorando nel rispetto del disciplinare di produzione non puoi che portarti dietro in ogni etichetta e che non tradisce il consumatore».
A confermare la qualità del brand territoriale della Docg c'è anche un'altra novità, spiega Nicodemi: «Con orgoglio un altro grande produttore della nostra regione, Marcello Zaccagnini, con la sua azienda di Controguerra è entrato nel nostro Consorzio un'altra importante realtà del vino abruzzese che produrrà la Docg teramana».
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