Documentario su Pino Daniele nei cinema dal 20 marzo

15 Marzo 2017

ROMA. «Pino Daniele sta ccà cu vuje. Nun 'u verite? Sta ccà. Io 'u veco» Il sassofonista James Senese ricorda così l'anima napoletana-blues del musicista, nel presentare, ieri alla Casa del Cinema di...

ROMA. «Pino Daniele sta ccà cu vuje. Nun 'u verite? Sta ccà. Io 'u veco» Il sassofonista James Senese ricorda così l'anima napoletana-blues del musicista, nel presentare, ieri alla Casa del Cinema di Roma, il documentario “Pino Daniele. Il tempo resterà” di Giorgio Verdelli, una produzione Sudovest con Rai Cinema distribuita in circa 300 copie da Nexo Digital il 20, 21 e 22 marzo.

Il ricordo di Senese è, ovviamente, solo uno dei tanti in una conferenza stampa piena di affetto, presenti, tra gli altri, Claudio Amendola, Peppe Lanzetta, Joe Amoruso, Tony Esposito e Tullio De Piscopo. Un documentario di oltre cento minuti, per raccontare il percorso creativo e umano del musicista, autore di capolavori, da Napul'è a Schizzechea fino a Alleria, che ha rivoluzionato la musica, napoletana e non solo, inventando un nuovo linguaggio di parole e note. E questo dagli anni Settanta fino alla sua morte, il 4 gennaio 2015.

Il film, che sarà presentato in anteprima al Teatro San Carlo di Napoli il 19 marzo, giorno del compleanno di Pino Daniele, mette in scena i tanti concerti del musicista dallo sguardo triste che aveva suonato con personaggi del calibro di Eric Clapton e cantato con Luciano Pavarotti. Voci narranti, quella dello stesso Daniele, tratta dalle sue interviste, e di Claudio Amendola. Tantissimi gli interventi-ricordo tra cui quelli di Renzo Arbore, Peppe Servillo, Enzo Biagi, Stefano Bollani, Luciano Pavarotti, Massimo Ranieri, Jovanotti e Vasco Rossi. «A Pino Daniele», ha detto Verdelli, «dobbiamo il fatto di aver inventato un suono, un linguaggio. La cosa straordinaria è che Pino Daniele non è mai stato popolare come oggi».

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