“Dolor Y Gloria” l’inno alla madre di Almodovar

Banderas protagonista sulle note di Mina Keanu Reeves superkiller in John Wick 3
Uscirà domani, dopo il passaggio in concorso a Cannes, il film più atteso di questo scorcio di stagione cinematografica, Dolor y Gloria di Pedro Almodòvar, 22esimo lungometraggio del quasi settantenne regista e sceneggiatore della Mancha (compleanno a settembre).
Film in parte autobiografico, “Dolor y Gloria” è una riflessione sul cinema e sull’ispirazione che lo muove, ma anche un omaggio alla figura materna (pochi hanno saputo capire e raccontare le donne come Pedro), uno sguardo nostalgico sull’infanzia, sulla nascita del desiderio, nonché una riflessione sul potere terapeutico della creazione artistica. Protagonista del film e in parte alter ego di Almodòvar è Salvador Mallo, regista teatrale e cinematografico in crisi dopo un'operazione alla schiena che lo rende inoperoso e depresso.
Salvador, interpretato da Antonio Banderas, attore-feticcio di Almodòvar, ricorda con nostalgia la sua vita: l’infanzia povera, quando la famiglia si trasferì nelle cuevas, le case-grotte di Paterna in cerca di una vita migliore; il primo desiderio, provato da bambino per un uomo (sottolineato dal brano di Pino Donaggio “Come sinfonia” cantato da Mina); il primo grande amore Federico (Leonardo Sbaraglia) a Madrid negli anni Ottanta e il dolore per la sua perdita; la consolazione nella scoperta della scrittura e l’amore per il cinema e il teatro. E il rapporto con l'adorata madre Jacinta, interpretata da Penélope Cruz e, in vecchiaia, da Julieta Serrano.
Asier Etxeandia è Alberto Crespo, l'attore-feticcio di Salvador Mallo, interprete a teatro di un monologo che rappresenta uno snodo fondamentale della trama nonché uno dei tanti rimandi ad altri film almodovariani.
Tra le uscite odierne spicca l'opera prima dell’italianissimo Phaim Bhuiyan, regista e attore dell'autobiografico Bangla, intelligente e divertente commedia sulle contraddizioni dell’integrazione. Il 22enne Phaim, musulmano di origini bengalesi, vive con la famiglia nel multietnico quartiere romano Torpignattara, lavora come sorvegliante in un museo e suona in un gruppo. A un concerto incontra la scatenata studentessa Asia (Carlotta Antonelli). Tra i due scatta l’attrazione, ma come farà Phaim a conciliare il desiderio con i precetti dell'Islam che vietano il sesso prima del matrimonio?
Nella commedia degli equivoci di Chris Addison Attenti a quelle due Anne Hathaway e Rebel Wilson sono una coppia di squattrinate truffatrici, una stilosa inglese e una coattona americana. In azione sulla Costa Azzurra, le due sono pronte a spillare soldi più che possono a un ricco genio del settore tecnologico.
Keanu Reeves torna a indossare panni e armi del superkiller in John Wick 3: Parabellum, nuovo capitolo della saga diretta dell’ex stunt Chad Stahelski. Anche stavolta John non riesce a ritirarsi a vita privata: sulla sua testa pende una taglia da 14 milioni di dollari messa dalla camorra, senza contare che ha ucciso il boss Santino D'Antonio (Riccardo Scamarcio, nel secondo film della saga), membro della Tavola Alta, dentro il Continental, il lussuoso hotel frequentato da assassini in cui non si può spargere sangue. Scomunicato e condannato a morte dalla casta dei sicari, John Wick deve sopravvivere mentre tutti i killer del mondo gli danno la caccia. Halle Berry è l'ex assassina Sofia.
In Unfriended: Dark Web di Stephen Susco, sequel dell'horror “Unfriended”, il ventenne Matias O'Brein (Colin Woodell) scopre dei file nascosti sul computer. Lui e gli amici vengono risucchiati negli abissi oscuri e pericolosi del dark web, il web profondo non indicizzato dai motori di ricerca, dove si muovono truffatori, terroristi, pornografi, assassini. I ragazzi scoprono che degli hacker li stanno osservando da tempo e sono pronti a tutto per proteggere i propri orribili segreti.
Girato in 16mm, Quando eravamo fratelli di Jeremiah Zagar è il racconto dell'infanzia di Manny, Joel e Jonah (piccoli attori non professionisti), padre portoricano (Raúl Castillo) e madre bianca statunitense (Sheila Vand). La vita della proletaria famiglia nella Pennsylvania rurale scorre tra litigi violenti e dolci abbandoni, tra lacrime e risate. Crescendo Manny e Joel diventano simili al manesco padre, mentre il più piccolo Jonah abbraccia un mondo di immaginazione tutto suo, in un percorso difficile ma più libero alla scoperta della propria identità.
Dal romanzo di Justin Torres “Noi, gli animali” (Bompiani), come recita anche il titolo originale del film, Mò Vi Mento - Lira di Achille, di Francesco Gagliardi e Stefania Capobianco è una parodia dell'Italia corrotta giocata sul triangolo formato dall'ingenuo Massimo della Bozza, aspirante scrittore, il suo grande amore la ricca Elena Guarracino, e Achille Alfresco, fondatore del partito Mò Vi Mento - Lira di Achille, che vuole l'uscita dall'euro.
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