Don Minzoni, prete in guerra

Arriva su Rai Storia il film del regista teramano Marco Cassini “Oltre la bufera”
TERAMO. Passaggio televisivo importante stasera per “Oltre la bufera”, il film del 2019 del regista teramano Marco Cassini su Don Minzoni. Il lungometraggio di finzione è in programma sul canale 54 in prima serata, alle 21.10, con replica domattina alle 9.30 sempre su Rai Storia.
“Oltre la bufera” è l’opera seconda dell’autore e attore abruzzese dopo l’esordio nel lungo tre anni fa con “La notte non fa più paura”, sul terremoto dell’Emilia del 2012. “Oltre la bufera” racconta con generosa partecipazione gli ultimi anni di vita di don Giovanni Minzoni, l’eroico sacerdote che fu tra i primi martiri dell’antifascismo. Dopo la prima nazionale a Ferrara il film è stato presentato al Maxxi a ottobre per “Alice nella città”, sezione autonoma della Festa del Cinema di Roma, e ha fatto tappa a Teramo a inizio novembre prima di andare a Berlino su invito dell’Istituto italiano di Cultura e collezionare altre vetrine nazionali e internazionali.
La storia narrata in “Oltre la bufera” si snoda dal 1919, alla fine della Prima Guerra mondiale, quando don Giovanni Minzoni, interpretato da Stefano Muroni, tornato alla sua parrocchia di Argenta nel Ferrarese cerca di riorganizzare la vita sociale e culturale della comunità, innanzitutto riunendo nel vecchio ricreatorio i ragazzi dispersi nelle campagne. Di fronte all’attivismo del sacerdote i socialisti, guidati dall’assessore comunale Natale Gaiba (impersonato da Rosario Petìx), dapprima mostrano disprezzo verso il prete e la Chiesa, ma proprio quando i rapporti si chiariscono fa irruzione nel paesino emiliano, e nella Storia nazionale, una nuova e arrogante forza politica.
Ne è a capo un altro reduce della Grande Guerra, Augusto Maran (Piero Cardano), un ex insegnante livoroso deciso a conquistare il potere locale anche con la forza se necessario. Come nel resto d’Italia pure ad Argenta ci sono le prime aggressioni squadriste, che sfociano nell’uccisione di Gaiba. I paesani si stringono al parroco, l’unico che può arginare le camicie nere. Don Giovanni continua a operare per la collettività, creando le prime cooperative femminili e un teatro per ragazzi.
Vedendo il sacerdote come una minaccia, i fascisti cercano di portarlo dalla loro parte blandendolo con la nomina a cappellano della milizia. Ma don Minzoni rifiuta resistendo alle lusinghe, cui seguono ricatti e minacce. Maran e i suoi uccidono il sacerdote la notte del 23 agosto 1923. All’attore e sceneggiatore ferrarese Stefano Muroni si deve l’idea del film sul sacerdote martire, che lui stesso interpreta. Muroni e Valeria Luzi hanno collaborato con Marco Cassini alla sceneggiatura del lungometraggio e lo hanno prodotto con la loro casa Controluce Produzione, sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna.
La teramana Martina Colli è autrice delle musiche. Muroni, Cassini e Colli hanno già lavorato insieme nel primo film del 34enne regista teramano “La notte non fa più paura”, con Giorgio Colangeli, presentato alla Festa del Cinema di Roma e al Giffoni Film Festival, segnalato ai Nastri d’Argento 2017, selezionato ai David di Donatello 2018 e andato in onda su Sky.
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