Donne coraggiose e innamorate E torna Toy Story

27 Giugno 2019

I giocattoli Disney-Pixar senza la voce di Frizzi Attesa per “La mia vita con John F. Donovan”

Senza la voce di Fabrizio Frizzi arriva la quarta avventura dello sceriffo Woody e gli altri giocattoli Disney-Pixar. Da ieri è in sala Toy Story 4, regia di Josh Cooley, già sceneggiatore dell'altro gioiellino Inside Out. Con Andy ormai al college, il prode Woody deve occuparsi della piccola Bonnie.
La storia decolla quando la bambina porta a casa dall'asilo un nuovo giocattolo, Forky, da lei costruito con materiali di scarto. Forky non si vede come un giocattolo, si sente spazzatura e vuol buttarsi via. Woody cerca di fargli capire l'importanza dell'amore di una bimba, ma Forky fugge. Nel cercarlo Woody incontrerà personaggi vecchi e nuovi. E ritroverà la sua fiamma Bo Peep, che da dolce pastorella di porcellana si è trasformata in ragazza tosta e avventurosa. A dar voce a Woody, dopo la morte di Frizzi, è stato chiamato Angelo Maggi, doppiatore di Tom Hanks (nell'originale voce del cowboy).
A ridosso del 50ennale dei moti di Stonewall (la notte tra il 27 e il 28 giugno 1969, Greenwich Village) arrivano alcuni titoli che ruotano intorno ai temi lgbt. In Carmen y Lola, opera prima di Arantxa Echevarría, le ragazze del titolo fanno parte di una comunità gitana, periferia di Madrid: per ferrea tradizione sono destinate molto giovani al matrimonio (sposo scelto dalla famiglia) e ai figli, tanti. Carmen (Rosie Rodriguez) non si sogna di infrangere le rigide regole sociali, ma un giorno conosce Lola (Zaira Morales), suo opposto: Lola vuole studiare, diventare insegnante, fuggire da quell'ambiente opprimente e costruirsi una vita libera e autonoma. Tra le due giovani zingare nascono curiosità, complicità, desiderio. Più forti dell'ostilità intorno a loro.
Riflessione sul carattere caduco e intossicante della fama è La mia vita con John F. Donovan del talento canadese dichiaratamente gay Xavier Dolan. Un decennio dopo la morte per overdose del divo televisivo americano John F. Donovan (Kit Harington) l'attore 29enne Rupert Turner (Ben Schnetzer) ne racconta la storia, con tutti i retroscena che lo stesso John gli aveva rivelato in uno scambio epistolare segreto iniziato quando Rupert, suo fan sfegatato, era bambino.
Con Natalie Portman, Jacob Tremblay (Rupert bambino), Susan Sarandon, Kathy Bates. Su Netflix è disponibile Elisa y Marcela di Isabel Coixet, malmenato dalla critica a Berlino. È invece un film toccante e anche formalmente coraggioso che riprende un fatto accaduto in Spagna nel 1901: il matrimonio in chiesa di due donne che riuscirono a ingannare (Elisa si travestì da uomo) sacerdote e autorità.
La storia di queste ragazze troppo avanti per i tempi, che trovarono solidarietà solo in carcere, è raccontata dalla regista utilizzando i dispositivi del cinema primitivo, dal bianco e nero alle dissolvenze a iride.
In sala Nureyev - The White Crow, ritratto del sublime danzatore russo firmato da Ralph Fiennes, anche interprete (il maestro Pushkin). Il film segue il leggendario ballerino (Oleg Ivenko) dall'infanzia sofferta all'ingresso a 22 anni nella Kirov Ballet Company, con cui va a Parigi nel 1961, suo primo viaggio fuori dall'Urss sotto l'occhio del Kgb. Anticonformista e ribelle, il "corvo bianco" diverso da tutti per splendente talento non tornerà.
Dalla Francia Wolf Call - Minaccia in alto mare, opera prima di Antonin Baudry. Il giovane Chanteraide (François Civil), analista acustico su un sottomarino, ha un orecchio eccezionale in grado di avvertire il "canto del lupo", un sonar nemico in avvicinamento. Ma un giorno fa un errore che pone l'equipaggio in pericolo. Con Omar Sy, Reda Kateb, Mathieu Kassovitz.
L'Oscar Octavia Spencer è protagonista dell'horror thriller Ma di Tate Taylor: la matura e solitaria Sue Ann concede la cantina a un gruppo di liceali che vogliono sbronzarsi e far baldoria; la festa si trasformerà in incubo.
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