Duccio Camerini dirige “Il Guardiano” di Pinter tra commedia e dramma

Lo spettacolo in anteprima nazionale domani sera al Florian Espace Due le repliche pomeridiane: sabato alle 19 e domenica alle 17.30
PESCARA. Per il quarto appuntamento in calendario per la stagione 2023/2024 di Teatro d’Autore, il Florian Metateatro presenta in coproduzione con la Compagnia Duccio Camerini di Roma, in anteprima nazionale, un classico di Harold Pinter, Il guardiano, nella traduzione di Alessandro Serra. Firma la regia Duccio Camerini, che sarà anche in scena insieme a Lorenzo Mastrangeli e Leonardo Zarra. Tre gli spettacoli previsti: domani alle ore 20.45, con repliche sabato alle 19 e domenica alle 17.30.``
Il guardiano appartiene al primo periodo dell’autore Premio Nobel per la letteratura nel 2005, ma nonostante questo è considerato uno dei suoi lavori più importanti. Sesta opera teatrale di Pinter e primo successo di critica e pubblico, la tragicommedia narra diversi livelli di emarginazione, usando le armi della comicità, della banalità e del sottile senso di minaccia, di cui l’autore britannico è maestro. Un capolavoro della conflittualità, che esplora il potere esercitato o desiderato da personaggi senza potere. Disturbante oggi forse anche più di allora.
Come raccontano le note di regia, protagonisti della piece sono due fratelli e un vecchio, che si trovano a convivere in una stanza di periferia che sembra più un magazzino, accerchiata da immigrati di tutte le razze, in una grande città ormai grottesca. È Aston a portare in quella “casa”, dove vive con il fratello più giovane, Mick, un uomo che ha incontrato mentre litigava in un bar: un vecchio, forse un vagabondo. Per il vecchio quel posto rappresenta un’opportunità; ma per riuscire a restare lì dentro, dove forse può ricoprire il ruolo di guardiano che gli viene promesso, sa che dovrà giocare una partita diversa con ognuno dei due fratelli. E loro non si sottraggono, non hanno un lavoro vero e proprio, passano molto tempo dentro quel luogo inclassificabile. Aston è perfino affetto da una patologia che forse anni prima gli aveva fatto soffrire le scariche di un elettroshock.
Una situazione ridicola e con un fondo di minaccia, che un triangolo di dipendenze tra i personaggi rende sempre più aggravata e più paradossale. E sempre più intricata. «È il vecchio il più scaltro», proseguono le note, «soprattutto quando cerca di mettere i fratelli l’uno contro l’altro? Oppure il suo tempo con loro aveva una scadenza, che era stata decisa fin dall’inizio? E i due ragazzi sono davvero confusi e inconcludenti come sembrano, giovani e fragili nel loro spaesamento? Oppure il loro incontro col vecchio è soltanto una trappola, pura e centellinata violenza, non sanguinaria come quella praticata dai protagonisti di Arancia Meccanica o di Funny Games, ma non per questo meno efficace»?
Duccio Camerini, che firma la regia oltre a essere in scena con Lorenzo Mastrangeli e Leonardo Zarra, è regista e attore di origini abruzzesi. Nel centro dell’Aquila c’è ancora Palazzo Camerini e la sua famiglia è imparentata con i Rapagnetta di Pescara: suo padre era cugino di D’Annunzio.
Da gennaio potremo vederlo su Rai 1, nella serie La lunga notte, di Giacomo Campiotti, in cui è protagonista assieme ad Alessio Boni. Ultima fatica di una carriera cominciata nel cinema come assistente di Mario Monicelli, poi in teatro come attore, lavorando con Giancarlo Sepe, Gabriele Lavia, Antonio Calenda.
Dopo aver seguito all’Università di Roma le lezioni di drammaturgia di Eduardo De Filippo, nel 1987 comincia a scrivere testi suoi per il teatro, che interpreta e mette in scena. Come autore collabora con Luigi Magni, Ettore Scola, Massimo Troisi, Suso Cecchi d’Amico. Scrive e dirige per Marco Giallini, Rocco Papaleo, Arturo Brachetti, Maria Paiato, Amanda Sandrelli, Lucrezia Lante della Rovere, Massimo Wertmuller, Antonio Catania, Giorgio Tirabassi, Chiara Noschese. È anche attore di cinema, con collaborazioni, tra gli altri, con registi come Paolo Sorrentino, Marco Risi, Woody Allen, Daniele Vicari, Stefano Sollima, Gianluca Tavarelli.
Da non perdere dunque postPlay, l’incontro condotto da Paolo Verlengia con Duccio Camerini e i suoi attori dopo lo spettacolo di domani sera.
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