Due chiacchiere sugli umani con il cane Lebron

Presentazione domani a Francavilla di “I polli sognano le aie” del regista e docente teatino Ciocca
FRANCAVILLA AL MARE. Si immagini un libro che ha il formato orizzontale (25x17 cm) di un album da disegno, con sulla copertina un eloquente (in ogni senso) cane, un boxer di raro pelo bianco, Lebron, che a bocca aperta si rivolge al lettore.
Si immagini una serie di scambi di osservazioni, impressioni, battute tra Lebron e il suo padrone, Sabatino Ciocca (regista, docente di Scienze della scena, scrittore di Chieti) il quale lo preferisce agli esseri umani per un confronto d’idee, espresse soprattutto quando concernono una irridente, serissima deplorazione del genere umano e del punto d’involuzione, camuffato da modernità, cui si è condotto; e a rispondergli trova questo cane che ha in bocca il gusto, più che dell’osso, del paradosso. Così può aversi un’idea de “I polli sognano le aie – Divagazioni di Lebron sugli umani” (gennaio 2022, Chieti, Tabula Fati, p. 102 delle quali 23 sono tavole, recanti vignette, dell’Autore stesso che vi rivela un bel talento grafico, oltre che umoristico).
Colto e ammiccane, secondo la cifra che lo contraddistingue, Ciocca premette un’avvertenza al volume: nessuno si azzardi a scambiare questo libro per un quaderno o un block notes, anche se contiene delle idee e quindi, rispetto all’attuale bassissimo encefalogramma della produzione libraria italiana, rischierebbe di non essere riconducibile alla categoria “libro” e, peggio, potrebbe anche…piacere ai lettori. “I polli sognano le aie” è infatti divertente. E, riguardo poi al titolo, prevenendo una domanda, si chiede, Ciocca, se alla fine della frase non ci voglia il punto interrogativo; e qui non pochi lettori, appassionati di fantascienza e non, coglieranno il richiamo a uno dei più famosi titoli del Novecento, quel “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” dato dal visionario Philip Dick a ciò che oggi noi conosciamo cinematograficamente come “The blade runner” dal film di Ridley Scott, saldamente insediatosi nell’immaginario collettivo.
In effetti nei sognanti Polli di Ciocca prendono forma cose che noi umani non possiamo neanche immaginare, per esempio quando Lebron chiede – citando Cyrano – a proposito del questuante elettore cui il politico di turno si accinge a promettere qualcosa, per averne il voto: «Che cos’è la vita di un elettore se non una parentesi rosa tra il “ti richiamo al più presto” e il “richiamami più tardi»? Un libro dunque…scritto da cani? In parte, certamente sì! e orgogliosamente! risponderebbe Lebron.
E noi non possiamo che congratularcene con il padrone/amico/autore Sabatino Ciocca. “I polli sognano le aie” verrà presentato domani, 13 febbraio (18.30) a Francavilla al Mare (via Nazionale Adriatica n° 66 ) al Salotto dei sognatori. Oltre all’autore e all’editore Marco Solfanelli, interverranno Antonella De Collibus e Giancarlo Zappacosta; animazione musicale del violinista Pierfrancesco Fiordaliso

