E Aielli ha scritto la parola fine al murales di Fontamara

AIELLI. Quando nel 1945 Fontamara venne censurata, Ignazio Silone non si sarebbe mai aspettato che, a distanza di decenni, i suoi cafoni avrebbero preso vita su un muro che affaccia sull'ex lago...
AIELLI. Quando nel 1945 Fontamara venne censurata, Ignazio Silone non si sarebbe mai aspettato che, a distanza di decenni, i suoi cafoni avrebbero preso vita su un muro che affaccia sull'ex lago prosciugato, a due passi dalla sua terra natia. Eppure quella che poteva sembrare un'utopia ad Aielli è diventata una realtà.
L'iniziativa, arrivata proprio a 85 anni dalla prima edizione di Fontamara, ha portato ad Aielli centinaia di visitatori che per giorni hanno assistito alla bizzarra quanto eroica opera di un gruppo di giovani guidati da Andrea Parente, in arte Alleg. La loro vitalità ha fatto sì che in un mese venisse riscritta, parola per parola, l'intera opera di Silone sotto gli occhi attenti di tanti artisti e letterati. L'idea è partita da Borgo Universo, una quattro giorni tra arte, cultura e innovazione, e poi, grazie a un gruppo di lavoro, del quale fanno parte anche il fotografo Gianfranco Fortuna, Gianluca Salustri e le associazioni Libertaria e Primavera aiellese, ha iniziato a concretizzarsi. Oltre 50mila parole sono state trascritte sul muro con un piccolo pennello.
Ieri, sotto gli ultimi raggi di sole della giornata, Alleg ha scritto l'ultima frase e poi è venuto giù un temporale memorabile quanto il murales. A dettaglierla il professor Benedetto Di Pietro con un'edizione vissuta di Fontamara, datata 1970, in una mano e un sigaro nell'altra. Niente microfono, niente amplificazione. Lui e Alleg fianco a fianco e, intorno, piccoli e grandi che hanno assistito con il fiato sospeso alla fine di questa “impresa”. E quando il professor Di Pietro ha sussurrato le ultime parole e Alleg ha trascritto il finale «che fare?», si è voltato verso il pubblico e con un timido sorriso ha esclamato: «È fatta». Subito è stato avvolto da un grande applauso e dall'abbraccio della mamma Anna che non è riuscita a trattenere le lacrime per l'emozione.
In tanti si sono complimentati con Parente e con il sindaco, Enzo Di Natale, per l'iniziativa. «È stata un'emozione collettiva», ha commentato sul finale il sindaco, «una comunità che insieme scrive una storia bellissima. Un muro che è diventato parte della nostra identità. Ora inizia una nuova sfida, valorizzare un patrimonio che è diventato una nostra dote. Ringrazio Andrea Parente per averci offerto un'idea così originale e rivoluzionaria e tutti coloro che hanno contribuito a realizzare questo capolavoro». E ora che l'opera è finita, «che fare?».
©RIPRODUZIONE RISERVATA