E c’è anche l’armadillo di Zerocalcare

4 Settembre 2018

La pellicola tratta dalla graphic novel di uno dei fumettisti italiani più popolari

VENEZIA. Tra gli eventi per il cinema italiano in quest'edizione della Mostra del cinema di Venezia c'è il debutto de “La profezia dell'armadillo” di Emanuele Scaringi, l'adattamento, presentato a Orizzonti, in sala dal 13 settembre con Fandango, della graphic novel autobiografica cult di uno dei fumettisti italiani più importanti e seguiti degli ultimi anni, Zerocalcare, all'anagrafe Michele Rech, che ha anche cofirmato la sceneggiatura. Il fumettista è stato al Lido negli ultimi giorni disegnando recensioni per Best Movie, e fermandosi spesso a parlare con i tanti fans che lo riconoscevano per strada, ma è ripartito prima della proiezione ufficiale del film.
Nell'ottimo cast della pellicola, Simone Liberati, Valerio Aprea, Pietro Castellitto, Laura Morante, Claudia Pandolfi, Diana del Bufalo, Sofia Staderini e Adriano Panatta in un cameo. «Michele ha scritto delle tavole a fumetti (pubblicate sul suo blog, ndr) qualche settimana fa in cui racconta la sua posizione rispetto al film. Non si è allontanato», assicura il produttore Domenico Procacci, «solo che non vuole essere coinvolto in quella che potrebbe sembrare un'autopromozione. L'ansia che vedete nel suo personaggio (interpretato con convinzione da Liberati) è reale».
Ma il film gli è piaciuto? «Ci sta pensando», risponde Scaringi. «Lui ha collaborato a molti aspetti, oltre a firmare la sceneggiatura (con Oscar Glioti, Valerio Mastandrea, Johnny Palomba), anche i poster nella stanza della protagonista sono originali, ma non è facile veder rappresentare la propria vita. Abbiamo cercato di essere il più fedeli possibile ma il film è autonomo. Non racconta la vita vera di Michele Rech, come anche il fumetto ne è una rilettura».
Punto sottolineato anche da Zerocalcare: «Il film giustamente ha reinterpretato la sceneggiatura alla quale ho collaborato», ha scritto Zerocalcare nelle tavole, «è realizzato da tante capocce con una visione propria di quella storia, che non è necessariamente uguale alla mia. Ma è normale, eh, sennò lo facevo io».
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