E Herzog racconta l’amico Chatwin

ROMA. Non poteva che essere l'amico fraterno Werner Herzog, a raccontare a 30 anni di distanza dalla scomparsa, il grande scrittore Bruce Chatwin, morto nel 1989 a soli 48 anni di Aids. Il regista...
ROMA. Non poteva che essere l'amico fraterno Werner Herzog, a raccontare a 30 anni di distanza dalla scomparsa, il grande scrittore Bruce Chatwin, morto nel 1989 a soli 48 anni di Aids. Il regista tedesco lo fa nel documentario Nomad: In The Footsteps Of Bruce Chatwin, presentato ieri in selezione ufficiale alla Festa del Cinema di Roma, e poi distribuito da Feltrinelli Real Cinema e Wanted Cinema.
Herzog segue fisicamente le tracce di alcuni dei viaggi dell'autore di In Patagonia, unendo alle suggestioni e le verità 'arricchitè dei libri di Chatwin, una narrazione personale e intima, fatta di ricordi e momenti condivisi.
Un legame di profonda unione, il loro, costruito sulla comune passione, per il racconto, tra verità e visione («Chatwin non scriveva mezze verità, ma una verità e mezzo, le arricchiva», spiega il suo biografo Nicholas Shakespeare) e il valore simbolico che entrambi danno al cammino, al viaggio, al popolo in marcia, all'essere nomadi. Un elemento fondante, per i due autori, dell'essere umano, la cui perdita è il segno, del destino segnato, secondo entrambi per l'uomo sulla Terra.
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