E il pranzo di Natale diventa un incubo

Per il Tsa all’Aquila “Benvenuti in casa Gori”, irriverente racconto di un fatto vero
L’AQUILA. La Stagione teatrale aquilana del Teatro Stabile d’Abruzzo diretta da Simone Cristicchi propone questa sera alle 21, e in replica pomeridiana domani alle 17.30, al Rodotto del teatro comunale dell’Aquila , il celeberrimo spettacolo “Benvenuti in casa Gori” di Ugo Chiti e Alessandro Benvenuti, cult di una teatralità intelligente e irriverente.
«Ognuno di noi nasce con un naso che sa riconoscere al volo quando un’opera ha il sapore della vita. Questo è il segreto semplice di Benvenuti in casa Gori», ha detto dello spettacolo Benvenuti, «ed è per questo che in ogni teatro l’applauso finale arriva fragoroso». “Benvenuti in casa Gori” è la cronaca di un pranzo di Natale realmente accaduto il 25 dicembre del 1986 in casa della famiglia Gori, domiciliata in Pontassieve, un paesone situato a 15 chilometri a Nord-Est di Firenze. Quel giorno santo, intorno al desco si ritrovano riuniti in 10: il novantenne Annibale Papini, Gino Gori il capofamiglia, sua moglie Adele e il loro figlio Danilo, Cinzia, la di lui fidanzata, Bruna secondogenita di Annibale, Libero, suo marito, Sandra, la loro figlia; Luciano, marito di quest'ultima e la piccola Samantha (il th è importante) di due anni, frutto del matrimonio di Sandra e Luciano.
Inoltre via etere, avrebbe dovuto essere presente anche Karol Wojtyla, ma quel giorno il Santo Padre si fece attendere in televisione il più del dovuto. E fu proprio aspettando l'Urbi et Orbi che i 10, in mancanza di un'alternativa ragionata, non poterono fare a meno di ingannare il tempo tirando fuori il catalogo dei loro problemi esistenziali; e che non fossero rose e fiori apparve chiaro quasi subito. «Per un fortunato caso quel Natale mi trovavo a Pontassieve e in visita alla famiglia Gori», ha raccontato Benvenuti, «fu così che alle prime avvisaglie dell'insolita piega che stava prendendo la santa giornata pensai bene, come certi vampirelli talvolta usano fare, di prendere qualche appunto. Successivamente riportai ciò che avevo udito all'amico Ugo Chiti e assieme, più o meno rispettosi degli ispiratori, abbiamo cercato di raccontare a voi quel che altri involontariamente avevano raccontato a noi. Così è nato “Benvenuti in casa Gori”.
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