E Panariello esordisce il 16 marzo a Pescara

L’attore ritorna in teatro con il recital “La favola mia” dopo il tour con gli amici Conti e Pieraccioni
PESCARA. Giorgio Panariello tornerà in teatro da marzo con il nuovo spettacolo “La favola mia”. L’esordio è previsto per il 16 marzo in Abruzzo, nel Teatro Massimo di Pescara. I biglietti per lo spettacolo (prodotto e organizzato da Friends & Partners) sono in prevendita da ieri.
«Il 2020», si legge nelle note di presentazione del tour, «sarà un anno speciale per Giorgio Panariello che compie 60 anni e festeggia i 20 anni di carriera dal grandissimo successo di “Torno sabato”! ...E non poteva che scegliere il palco per celebrare questi importanti traguardi con un nuovo imperdibile tour che da marzo lo vedrà protagonista nei teatri italiani. Dopo aver conquistato le platee di tutta Italia accanto agli amici di sempre Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni, il comico toscano si prepara infatti a tornare con “La favola mia”, un one man show unico in pieno stile “Panariello”».
«Tante risate, un pizzico di irriverenza, attualità e grandi classici del suo repertorio», proseguono le note, «saranno questi gli ingredienti di questo nuovo spettacolo in cui Panariello racconta e si racconta ripercorrendo in una veste inedita e attuale i 20 anni che lo hanno visto protagonista tra teatro, cinema e televisione».
Intanto fino alla fine dell’anno Panariello sarà in teatro nello spettacolo “Il tour” con gli amici e i colleghi di sempre, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni, toscani come lui. In una recente intervista al settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, i tre artisti hanno raccontato così la loro ultratrentennale amicizia: «Leonardo Pieraccioni: “Dopo più di 30 anni li conosco a menadito. Carlo veniva a prendermi quando ancora non avevo la patente”. Carlo Conti: “Abbiamo fatto un lungo periodo di gavetta assieme, che vuol dire cantine, discoteche, feste in piazza con i ragazzini che ci tiravano i sassolini. Ci è capitato di tutto, ma ci ha dato forza, ci ha forgiati e ha consolidato la nostra amicizia”. LeonardoPieraccioni: “Ricordo un ultimo dell’anno in un ristorante: stavo in ginocchio su uno sgabello, il microfono aveva la pila scarica e il conto alla rovescia saltava di continuo. Sembravo Fantozzi”. Giorgio Panariello: “Invece a me in uno spettacolo di piazza dove credevo di dare il meglio, mi hanno lanciato un sacchetto con dentro un gatto morto”».
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