E Rocco Schiavone indaga dall’ospedale

17 Gennaio 2020

Esce “Ah l'amore l'amore” il nuovo libro di Antonio Manzini sul vicequestore della serie televisiva

Un proiettile «piccolo e infido» ha frantumato un rene a Rocco Schiavone. Il vicequestore è in ospedale, ad Aosta, e si annoia tra brodini con le stelline e bollito. Nel nuovo romanzo di Antonio Manzini, “Ah l'amore l'amore”, pubblicato da Sellerio (335 pagine, 15 euro), ripartiamo dalla fine del precedente libro “Rien ne va plus” dove avevamo lasciato Rocco ferito in un lago di sangue. Colpito in uno scontro a fuoco durante l'arresto di una banda di falsari e rapinatori responsabili di un duplice omicidio a Saint-Vincent, il vicequestore ha perso un rene ma è irrequieto e non riesce a reprime il suo istinto da sbirro. Schiavone, che nella fortunata serie in onda su Rai2 è interpretato da Marco Giallini, ha conquistato il cuore dei lettori con il suo anticonformismo, ma non smette mai di stupirci e questa volta indaga dalle corsie dell'ospedale dove lo sguardo sulla realtà diventa più introspettivo.
Negli stessi giorni in cui lui è ricoverato, un altro paziente, l'imprenditore Roberto Sirchia, ha perso la vita in un intervento chirurgico simile al suo. Tutto sembra sia dipeso da una sacca da trasfusione con il gruppo sanguigno sbagliato. La vedova e il figlio dell'imprenditore si scagliano contro la malasanità, ma a Rocco non convince questa ipotesi. Anche perché ha molta stima del primario, il dottor Filippo Negri, che sarebbe il principale responsabile dell'errore. «I capelli bianchi pettinati come un vecchio senatore della Democrazia cristiana, basso, cicciotello, con il naso che sembrava attaccato direttamente agli occhiali, gli ricordava un gnomo delle favole, quei personaggi piccoli e industriosi di cui ti puoi fidare ciecamente»: ecco il ritratto di Negri fatto da Manzini, che è anche sceneggiatore, ed ecco che Rocco capisce di dover indagare fuori dall'ospedale. «Lì dentro il tempo era sospeso, a regolare l'esistenza e la cadenza temporale erano i dolori, le pillole, analisi e prelievi. E le visite», racconta Manzini in “Ah l'amore l'amore” che ha cominciato la serie con protagonista Schiavone nel 2013 con “Pista nera”. Con il suo stile dissacrante, il vicequestore di stanza ad Aosta, comincia a guidare a distanza la sua squadra, ma è difficile dai corridoi dell'ospedale raccogliere indizi, scavare nella vita dell'imprenditore, trovare il movente. «Ma possibile che solo io penso che sia un omicidio?», dice a un certo punto Rocco. Tra i riti e le atmosfere ospedaliere, Schiavone, ormai vicino ai cinquant'anni, diventa un po’ più morbido.
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