E Rubini interpreta il Tolstoj «cattivo»

Sonata a Kreutzer all’Aquila con i Cameristi del Maggio Musicale Fiorentino
L’AQUILA. La voce di Sergio Rubini e la musica eseguita dai Cameristi del Maggio Musicale Fiorentino per una serata dedicata alla “Sonata a Kreutzer”, capolavoro di Leone Tolstoj (Jàsnaja Poljana, 9 settembre 1828 – Astàpovo, 20 novembre 1910) basato sulla omonima celebre opera di Beethoven per violino e pianoforte, nel cartellone della Società Aquilana dei Concerti “Barattelli”.
L’appuntamento è per oggi al Ridotto del Teatro Comunale dell’Aquila con inizio alle ore 18. Pubblicata nel 1891 dopo numerose revisioni, la “Sonata a Kreutzer” è tra le opere più significative dell’ultimo del grande scrittore russo. Dura requisitoria contro le ipocrisie nascoste della vita coniugale, racconto quasi dostoevskiano per la ricerca delle motivazioni più oscure dei gesti umani, si presenta come la testimonianza spietata di una storia che potrebbe essere vera.
Un uomo di nome Pozdnysev durante un viaggio in treno confessa a uno sconosciuto viaggiatore la propria colpa segreta. Ricorda di aver presentato alla moglie un avventuriero, gran seduttore e abile musicista, dando così inizio a un gioco che si rivelerà tragicamente beffardo. Via via sempre più sospettoso una sera, mentre la coppia esegue in perfetta sintonia la “Sonata a Kreutzer” di Beethoven, Pozdnysev accantona ogni dubbio. Spinto dalla gelosia uccide la moglie per un tradimento in realtà mai avvenuto e senza rendersi conto del terribile malinteso.
Protagonista di questo spettacolo è l’attore e regista Sergio Rubini che interpreta il testo di Tolstoj con la drammaturgia di Gabriele Marchesini e la musiche di L. Janáček e Ludwig van Beethoven eseguite dai Cameristi del Maggio Musicale Fiorentino in formazione di quartetto d’archi composto da Boriana Nakeva, violino; Annalisa Garzia, violino; Dezi Herbert, viola; Sara Nanni, violoncello.
«Scritta con cattiveria», come ebbe a dire Sonja Tolstoj, moglie del maestro russo, la “Sonata a Kreutzer” rimane un invito spregiudicato a riflettere sulla morale, le grandi passioni e i loro effetti.
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