E Sepulveda racconta le sue Storie ribelli
Lo scrittore cileno a Pordenonelegge con un saggio sulla resistenza al colpo militare di Pinochet
PORDENONE. È «pericolosissimo collegare il terrorismo con l'immigrazione. Non c'è nessun rapporto fra loro». Così Luis Sepulveda, ospite della rassegna Pordenonelegge, che si è chiusa nei giorni scorsi. Lo scrittore cileno ha portato a Pordenone il suo nuovo libro, “Storie ribelli”, in cui si ripercorrono oltre 40 anni di vicende personali e corali, Sepulveda dice che lui si sente «prima che scrittore cittadino». Il libro (edito da Guanda) raccoglie cronache, testi giornalistici e militanti, si apre con la memoria di Oscar Lagos Rios, il più giovane della scorta del presidente Allende, morto a 21 anni durante il colpo di Stato militare e si chiude con la morte di Pinochet. «L'immigrazione», sottolinea Sepulveda, «non è un problema, è un dramma che si può risolvere solo con la comprensione del perché, di quale sia la radice di tutto questo. Il problema è complesso e nessuno parla del fatto che 60 milioni di africani sono morti come schiavi nel mondo. La mappa della geografia dell'Africa e dell'ecosistema africano è stata modificata. La Nigeria è un paese che produce quasi esclusivamente olio di palma. Il Congo ha il silicio, un metallo fondamentale per la batteria del nostro telefonino, che è stato una maledizione per loro. Non lo controlla lo Stato del Congo ma le multinazionali», spiega Sepulveda che da pochi mesi è tornato ad essere un cittadino cileno, come ricorda nella prefazione a “Storie ribelli”. «Sono un apolide. Ero ad Amburgo nel 1986 quando mi hanno rubato la cittadinanza. È un'ingiustizia enorme quando succede e aspettavo un'azione del governo cileno, della democrazia post-dittatura. È arrivata ora ed è come quando guardi un paio di scarpe che sono le tue preferite, te le rubano e dopo tanto tempo te le ridanno e tu riprendi il cammino. Anche se dalla fine della dittatura, sono sempre tornato in Cile, ogni uno o due anni, a trovare gli amici. Ora però la situazione è nuova».
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