Ecco IndieRocket, la musica che sperimenta oltre i confini

22 Giugno 2022

Al Parco Di Cocco di Pescara dal 24 al 26 giugno, in contemporanea su 2 palchi   artisti internazionali dai suoni e linguaggi diversi ma accomunati dalla ricerca

PESCARA. L’incontro, la contaminazione tra suoni e linguaggi differenti con il minimo comune denominatore della ricerca, della visione applicata alla matrice sonora adottata, sia che si parli di elettronica che di rock sperimentale.
Tutto questo è IndieRocket: venti ore di musica dal vivo articolata su tre giornate e due palchi, con artisti internazionali a definire una line up ricca di anteprime ed esclusive per l’Italia. Riconosciuto come uno tra i più longevi e autorevoli festival italiani di ricerca musicale, IndieRocket si prepara a tornare in pista per la sua 19ª edizione. L’iniziativa dedicata alla musica indipendente internazionale è in programma dal 24 al 26 giugno nello scenario naturale del Parco Di Cocco di Pescara. Da 19 anni IndieRocket è un’oasi di cultura che spalanca gli orizzonti e stimola la curiosità creativa.
PRIMA GIORNATA Si parte venerdì con le prime tre band scelte dalla kermesse. Ghetto Kumbé, King Khan & The Shrines e Crocodiles. Al debutto in Italia il trio Ghetto Kumbé, musicisti colombiani che combinano il ricco patrimonio musicale della loro madrepatria con suoni di derivazione afro-house e bass, dando vita a un rituale sonoro catartico, dalla forte impronta percussiva. King Khan & The Shrines si propongono come un progetto più unico che raro, che ha incrociato la sua strada con quella di artisti come Black Lips e Alejandro Jodorowsky, per un’esperienza live che, rimbalzando tra soul, garage e psichedelica, si preannuncia come uno dei più energici di tutto il festival. San Diego, Usa, segna invece il passaporto dei Crocodiles, duo storico della scena garage-indie americana, pronto a tornare sulle scene con un nuovo lavoro, che presenterà proprio sul palco del capoluogo adriatico. Non solo, atteso il progetto Hey Scenario con special guest Claudio Filippini, per un live-set tra disco, dance rituale e rock psichedelico. A completare la line up anche l’agit-pop del duo Anticorpi e l'interessante esperimento Bait & Borghi, progetto che vede protagonisti Claudio Fagnani (già Gommage) e Pepi, un percorso comune che sfocia su suoni tribali e trance.
SECONDA GIORNATA Tra gli artisti più attesi Shigeto, batterista e producer americano, tra le punte di diamante dell’etichetta Ghostly International, diventato alfiere di un suono che sta a cavallo di diversi mondi contemporaneamente, tra l’hip-hop strumentale, le sfumature Idm, i beat house e le melodie del jazz. Con lui, 24 ore più tardi, si esibirà Tammy Lakkis, cantante, compositrice e dj, una delle artiste più interessanti dell’underground americano. Lakkis è attesa anche sul palco della seconda giornata. I due si esibiranno singolarmente con i rispettivi live-set, e insieme in un dj-set b2b che attraverserà diversi colori dello spettro dance. Sul palco principale gli Elektro Guzzi, la live techno band che attraverso una commistione di generi di matrice jazz, supera i confini tra analogico e digitale, con un suono affilato e solidissimo. Dalla capitale della Repubblica Democratica del Congo, Kinshasa, arriva invece Fulu Miziki, collettivo multidisciplinare di artisti a cavallo tra afro, musica futuristica e punk: un’orchestra che realizza i propri strumenti così come i propri costumi di scena assemblando materiale di scarto, e il cui suono supporta un messaggio panafricano di liberazione artistica e di pace.
Una presenza significativa in un momento particolarmente delicato per le tensioni nell’area del Nord Kivu. Sempre parlando di iniziative legate al continente africano, sbarcano a Pescara per questa seconda giornata alcuni artisti frutto di una collaborazione inedita con l’etichetta ugandese Nyege Nyege Tapes che porta a Pescara due progetti cresciuti ed esplosi in seno al proprio collettivo: Mc Yallah & Debmaster e Catu Diosis, artisti capaci di fondere la tradizione bass con quella della musica tradizionale dell’Africa Orientale. Ciliegina sulla torta il live solista di Eva Geist, cantautrice e producer italiana, già metà del duo Il Quadro di Troisi con Donato Dozzy.
GIORNATA CONCLUSIVA Domenica sarà la volta di Tamikrest, Crimi e Go Dugong. I primi arrivano dal Mali. I membri della band vivono nel mezzo di uno dei deserti più remoti del mondo. La loro musica è un tributo all’identità tuareg, con l’obiettivo di far conoscere la poesia e la cultura Tamasheq a platee e palcoscenici internazionali. Francesi di nascita e con lo sguardo puntato su rotte e suoni provenienti dal Mediterraneo, sono i Crimi, progetto in cui il frontman Julien Lasuisse, utilizzando il dialetto siciliano imparato dai nonni, dà vita ad un groove che si muove tra “rai algerino” e funk di New Orleans, afro-beat e ballate popolari. Torna sul palco del festival con un nuovo live-set, figlio dell’ultimo acclamato album “Meridies”, anche il produttore italiano Go Dugong. Una performance la sua, in cui i ritmi tradizionali della sua terra d’origine, la Puglia, vengono immersi in un magma psichedelico. Completano il cartellone gli Indianizer, band torinese il cui suono è un mix di psichedelia, musica ambient, atmosfere free jazz e suoni elettrici, Previsto anche il dj-set dei Dannata Balera. «Dalle difficoltà vogliamo riemergere sulle note di un gioco dettato dalle stelle», sottolineano dall’associazione IndieRocket, organizzatrice del festival, «ed è per questo che l’ambientazione grafica dell’Irf 2022 richiama l’avatar zuccheroso di un planetario immaginario. Un universo virtuale che sembra creato in computer grafica, ma in realtà nasce da elementi tutti materici: biglie di vetro a simulare pianeti, zucchero filato che si trasforma in chiome d’albero, e così via in un infinito gioco di metamorfosi creative». Una tre giorni “fluida”, dove accanto alla musica dal vivo trovano spazio anche workshop, presentazioni, performance, mostre.