Ecco Marianacci cittadino del mondo

Il saggista e poeta abruzzese si racconta in “Una vita per la cultura”
PESCARA. Ci sono libri che si possono anche raccontare e libri solo da leggere. Magari accade perché un volume di 900 facciate come questo (Janieri, novembre 2020, € 58) intitolato “Dante Marianacci – Una vita per la cultura”, con prefazione di Gianni Letta e curato da Angelo Piero Cappello, Simone Gambacorta e Franco Di Tizio – oltre a raccontare una vita, presenta una articolazione varia, ospitando anche centinaia di foto, tra cui una Sezione Antologica di Immagini e Versi curata da Nicola Giuseppe Smerilli. O accade perché quando a un volume si consegna l’esigenza di documentare un’attività professionale tanto ricca, occorre un adeguato spazio a supporto di migliaia di eventi, organizzati e gestiti da Dante Marianacci quale addetto e consigliere culturale in diverse ambasciate italiane per 30 anni, oltre che quale direttore e coordinatore di Istituti italiani di cultura a Praga, Dublino, Edinburgo, Budapest, Vienna e Il Cairo. O accade perché, oltre a questa attività di “ambasciatore della cultura”, Marianacci è autore di volumi di poesia, narrativa e saggistica; è poi giornalista; sicché le coordinate di inquadramento della sua personalità si dilatano, chiedendo soccorso, tra le tante parole ad essa dedicate, a quelle di «affabulatore» e «arguto conversatore» dedicategli da Mario Luzi; di poeta col quale avvertire «sempre la presenza e mai il peso» della poesia stessa, dedicategli da Maria Nicolay Painter; di «cittadino del mondo« come lo definiva Béla Szomraki. Ma Dante Marianacci è anche un abruzzese doc, nato ad Ari, pescarese d’adozione; laureato con lode in Lingue e Letterature straniere e presto assorbito dalla dimensione di brillante esportatore di un mondo, anche schiettamente abruzzese, che avvertiva come suo e del quale si è fatto rappresentante, per la cultura italiana, all’estero.

