Edith Piaf, il “passerotto” dalla voce indimenticabile

Domani alle 21 ad Avezzano per la stagione organizzata da Harmonia Novissima Lo spettacolo teatral-musicale sulla vita della straordinaria cantante francese
Su il sipario, domani sera alle 21, sulla vita di una indimenticata interprete della canzone francese. Lo spettacolo Édith Piaf di Melania Giglio, regia di Daniele Salvo, con Melania Giglio e Martino Duane fa parte delle proposte della XVI Stagione musicale, organizzata da Harmonia Novissima in convenzione con il Comune di Avezzano, ospitata dal Teatro dei Marsi.
La storia di Édith Piaf, chiamata “passerotto” (piaf in francese) per la minuta statura e per la voce inconfondibile dalle mille sfumature, rivive sul palcoscenico in uno spettacolo fortemente innovativo, a metà strada tra sogno e realtà, verità e immaginazione. In grado di passare con incredibile facilità dalla voce profonda e roca ai toni dolci, la cantante divenne un mito in tutto il mondo, con successi planetari come La vie en rose, Milord, Rien de rien.
La piéce, sulle note delle canzoni più conosciute, racconta i momenti più importanti della vita e della carriera di un’artista spesso estrema per le scelte e per il modo di condurre la propria esistenza. La storia parte nel 1960, dopo la serie di eventi e traumi della vita della piccola donna: lutti, incidenti, amori difficili, liti, solitudine, alcol, gioie, successi. L’artrite l’ha resa gobba, l’alcol e le pillole l’hanno resa gonfia e senza capelli, i lutti l’hanno fiaccata. Improvvisamente irrompe nella sua vita Bruno Coquatrix, impresario dell’Olympia che la conduce verso la storica esibizione sul celebre palco parigino.
Melania Giglio si addentra nel vissuto della cantante, nella sua grandezza e tragicità, rappresentando non solo la voce, quanto la sofferenza fisica e morale che ne segnarono l’intera esistenza. In scena con lei Martino Duane nel ruolo dell’impresario Bruno Coquatrix, inventore del celebre Teatro Olympia, che anni prima aveva lanciato la Piaf facendo delirare Parigi: Duane dialoga con questa figura umiliata dalla malattia e dall’alcolismo, per convincerla a tornare a cantare nella mitica sala che è a rischio di fallire per debiti. L’incontro amichevole e talvolta comico tra i due vecchi amici aiuta Edith a rialzarsi dall’abulia e crea un gioco senza cesure, fra confessioni amorose, ricordi, passioni. Sarà Rien de rien, una meravigliosa, inedita canzone, a sciogliere il ghiaccio del cuore e spingere il piccolo usignolo che non voleva più cantare a cantare ancora.
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