Esce il thriller storico dell’aquilana Giudici

L’AQUILA. Il marinaio italo-irlandeseTristan Ek, imbarcato sul mercantile borbonico Clementina, diretto nelle Indie delle spezie, assiste impotente alla morte misteriosa dell’equipaggio. Arkadjy...
L’AQUILA. Il marinaio italo-irlandeseTristan Ek, imbarcato sul mercantile borbonico Clementina, diretto nelle Indie delle spezie, assiste impotente alla morte misteriosa dell’equipaggio. Arkadjy Makarov è un ufficiale russo in missione diplomatica. I due uomini attraversano mari e deserti fino a incontrarsi nelle steppe dell’Asia centrale, comparse inconsapevoli della guerra di spie tra le potenze coloniali Gran Bretagna e Russia nell'Ottocento.
Dalla Malesia all’Uzbekistan, tra grandi carovane, cosacchi, cacciatori di schiavi, in un paesaggio di epica bellezza eternamente oggetto di conquista, si muove il nuovo romanzo di Maria Elisabetta Giudici “I guardiani delle aquile”, edito da Castelvecchi, arrivato il 3 febbraio in libreria e negli store digitali. «In questo mio terzo romanzo ho riassunto le emozioni di quasi tutti i miei viaggi, per mare e per terra», spiega la scrittrice aquilana. «Come sempre i veri protagonisti dei miei libri sono i “luoghi”, che sono per me la più alta espressione di identità, sono la patria dell’anima, sono tutto ciò che ci determina. Ne “I guardiani delle aquile” la storia, un thriller storico, attraversa l’Atlantico, l’Oceano Indiano, Malesia, Russia, India, Asia centrale». Il libro ha la foto di uno di questi falconieri nomadi, nel deserto del Kizilkum in Uzbekistan, sulla copertina ideata dal direttore editoriale della collana I Tasti, Michele Caccamo. Giudici, architetto, è nata all’Aquila ma è vissuta a Roma. Il romanzo d’esordio “Il re di carta” (Lit Emersioni) ha vinto il Premio Histonium 2019; per l’opera seconda “La foresta invisibile” (Castelvecchi) i premi Aqui Terme, l’Etna Book e il Pegasus Cattolica. (afu)