Evelyn, la virtuosa delle percussioni domani all’Aquila

11 Maggio 2016

L’AQUILA. Così brava da essere commovente. Da trattenere il fiato di fronte a tanta precisione. Talento naturale, genio delle percussioni e mistero sono termini usati spesso per lei. Capacità...

L’AQUILA. Così brava da essere commovente. Da trattenere il fiato di fronte a tanta precisione. Talento naturale, genio delle percussioni e mistero sono termini usati spesso per lei.

Capacità tecniche straordinarie e presenza scenica catalizzano l'attenzione del pubblico. Tra le più grandi percussioniste al mondo, scozzese, è anche compositrice, insegnante e disegnatrice di gioielli. Si chiama Evelyn Glennie e sarà all’Auditorium del Parco all'Aquila, domani per il concerto (inizio ore 18) di chiusura della rassegna Musica per la città, promossa dai Solisti Aquilani; e con l'ensemble abruzzese duetterà attraversando con il corpo le partiture di Mozart (Divertimento in re maggiore K 1369), Rosauro (Concerto per marimba e orchestra d’archi), Vivaldi (Concerto per ottavino, archi e b. c. nella trascrizione per vibrafono) ed Elgar (Serenata per archi). Sul podio per i Solisti ci sarà Flavio Emilio Scogna.

Affetta fin da bambina da sordità profonda, la Glennie ha saputo superare il suo handicap e diventare la più famosa percussionista vivente e, attraverso le vibrazioni che sente nella gola e nella testa, riesce anche a parlare correttamente e ad ascoltare la propria voce. Evelyn Glennie è la prima persona nella storia della musica con una carriera di successo a tempo pieno come percussionista solista. Tra i musicisti più eclettici e innovativi sulla scena oggi, è costantemente impegnata a ridefinire gli obiettivi e le aspettative delle percussioni, con la creazione di spettacoli di vitalità tale che costituiscono quasi un nuovo tipo di performance. In forza del suo eclettismo ha collaborato con artisti della musica classica e del pop, da Steve Reich a Georg Solti, da Bjork a Elton John.

L’anno scorso, a cinquant’anni, a suggello di una eccezionale carriera, le è stato conferito il prestigioso Polar Music Prize, l’equivalente del Nobel della musica. Nominata Dame Commander dall'Ordine dell'Impero britannico, Evelyn Glennie porta avanti una vera a propria missione. Il suo insegnamento è proprio quello di non arrendersi a una convenzione. Sul sito della Glennie è pubblicato un saggio da lei scritto che bene inquadra il personaggio: «Il mio udito è qualcosa che disturba di più gli altri che me stessa. Ci sono un paio di inconvenienti ma in generale non affliggono più di tanto la mia vita. Per me la mia sordità non è più importante del fatto che sono una donna con gli occhi marroni. Certo, qualche volta devo trovare soluzioni ai problemi correlati al mio udito e alla musica ma questo è ciò che fanno tutti i musicisti. La maggior parte di noi conosce veramente poco sull’udito anche se lo usiamo continuamente. Ugualmente, io non so granché sulla sordità e per di più non ne sono particolarmente interessata. Ricordo un’occasione in cui, contrariamente al mio carattere, mi sono sconvolta quando un reporter continuava a porre domande solo sulla mia sordità. Gli risposi: “Se vuole saperne di sordità, si rivolga ad un audiologo. La mia specialità è la musica”. In questa pagina web ho cercato di spiegare qualcosa che trovo veramente difficile da spiegare. Nessuno realmente comprende come io faccia quello che faccio. Per favore, godetevi la musica e dimenticate il resto».

I biglietti: 10 euro (intero) e 6 euro (ridotto).

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