Evento di chiusura della mostra di Spalletti

25 Febbraio 2023

Domani alla Galleria Vistamare, con l’intervento di Chiara Bertola (Fondazione Querini Stampalia)

PESCARA. Nuovo omaggio a Ettore Spalletti (1940-2019), l'artista protagonista dell’arte contemporanea internazionale nato a Cappelle sul Tavo (Pescara), dove ha trascorso tutta la sua vita. L'appuntamento è per domani alle ore 18.30 nella sede della galleria Vistamare in Largo dei Frentani, in occasione del finissage della mostra dedicata all'artista da Vistamare Pescara in collaborazione con Studio Spalletti. Previsto l'intervento di Chiara Bertola, chief curator della Fondazione Querini Stampalia (Venezia).
Dal 30 maggio scorso sono state esposte al pubblico opere realizzate tra il 1980 e il 2019, alcune delle quali mai presentate prima fuori dallo studio dell’artista, accanto a Sotto il tavolo (1997), opera ambientale concepita dall’artista come intervento site specific in una delle sale della galleria Vistamare di Pescara ed esposta in permanenza. «La mostra che giunge al termine rappresenta un progetto molto importante con diverse opere in mostra, quadri e sculture che hanno impegnato la totalità dello spazio espositivo», ricorda Benedetta Spalletti, nipote dell'artista e direttrice della galleria. «L'idea», aggiunge la gallerista pescarese «è stata di ricreare il clima delle mostre di Ettore, la “sua” atmosfera. La scelta di ambientarla a Pescara è dettata dalla consapevolezza del forte legame di Ettore con la città. Sotto il tavolo agisce sempre da innesco, è punto di partenza e di arrivo, tutto ruota attorno a quella installazione che dal 2001 caratterizza così fortemente il nostro spazio. Una “stanza” che Ettore volle donarmi e da allora rappresenta un allestimento permanente».
Una sala interamente toccata dall’azzurro, colore indicato da Spalletti come atmosferico, che non può essere riprodotta fotograficamente, ma solo esperita. Il visitatore può attraversarla percorrendo un passaggio, ora più ampio ora più stretto, reso difficoltoso dalla presenza di un cubo pieno, che occupa quasi interamente la stanza. La apparente costrizione del passaggio produce un disorientamento iniziale, dovuto alle linee ortogonali del cubo che contraddicono la prospettiva sghemba della stanza, ma una volta entrati, non si distinguono più i confini che sfumano nella volta e ci si immerge nel colore. «Quando non ci sarò più i miei lavori troveranno la maniera di occupare lo spazio autonomamente da sole, ripeteva Ettore. Noi», racconta Benedetta Spalletti, «abbiamo cercato di seguire i suoi insegnamenti e di guardare al suo lavoro complessivo con sguardo tematico, mai cronologico. Ettore amava accostare opere di momenti diversi per mostrare l'unità del suo lavoro oltre il tempo. Abbiamo unito opere di vari periodi cercando di ricreare lo spirito del suo lavoro».