Fabi: con Niccolò di ieri e oggi vi porto nel mio incantesimo

Il cantautore a Pescara con “Meno per meno tour”: «Nella prima parte del concerto sono solo sul palco, libero di fare scelte diverse. La seconda è invece orchestrale»
PESCARA. Un viaggio sonoro tra passato e presente, tra classici del suo repertorio e brani inediti. Niccolò Fabi torna a esibirsi al teatro Massimo di Pescara. L’appuntamento è fissato a sabato 6 maggio alle 21 (organizzazione Elite Agency Group). Due le parti in cui si articola lo spettacolo portato in scena dal cantautore romano: la prima è un viaggio in 25 anni di carriera, mentre nella seconda sarà assoluto protagonista il suo nuovo disco “Meno per meno”. L’album contiene dieci canzoni, di cui sei edite riarrangiate, e nasce dall’unione tra il mondo sonoro di Fabi e quello dell’Orchestra Notturna Clandestina diretta dal maestro abruzzese Enrico Melozzi. “Di Aratro e di Arena”, uno degli inediti contenuti nel disco, è stato presentato in anteprima lo scorso ottobre all’Arena di Verona, in occasione dei festeggiamenti dell’importante anniversario che vede Niccolò sulle scene da un quarto di secolo. A Verona, il cantautore ha eseguito anche il singolo “Andare oltre”, uscito a settembre. «Il mio compito sarà cercare di ripetere ogni sera un piccolo incantesimo collettivo», annuncia Fabi. «Con l’età adulta, al tremore dell’esordio si aggiunge quello della responsabilità, quindi respiro profondo e spalle distese. Inizia così, per noi, una piccola sospensione dal tempo della vita reale, quella forma così speciale di viaggio che i musicisti chiamano “tour”. La carovana di musicisti itineranti non è mai stata così numerosa».
Fabi come sarà questo incantesimo collettivo?
La priorità è quella di mettersi un cappello da mago e provare a trascinare le persone in quella specie di incantesimo itinerante che è la tournée. Il concerto è diviso in due parti: la prima sarà quella che subirà più variazioni nel corso delle date. Io solo sul palco, con il mio pubblico. È una parte del concerto dedicata alla mia libertà, cantando in solitudine i brani posso scegliere ogni giorno di suonare qualcosa di diverso. La scelta della seconda parte, invece, quella orchestrale, è dettata dall’esigenza di andare in una direzione opposta, facendo io un passo indietro nella centralità del racconto e rendendone tutti gli altri elementi parte integranti.
Come nasce il progetto “Meno per meno”?
Davanti all’approfondito lavoro orchestrale fatto per il concerto a Verona, con Enrico Melozzi ci siamo detti che forse sarebbe stato poco generoso limitarlo ai soli spettatori dell’Arena. Da lì, l’idea di trarne un disco. Il tour è la diretta conseguenza di quel progetto. C’era il desiderio da parte mia di provare a regalare a me stesso e alle persone che mi seguono -–che probabilmente hanno già ascoltato più volte la mia nudità musicale – un’altra esperienza. La mia comunicazione artistica si basa tanto su di me e sulle mie parole. La mia radice è sempre quella più minimale. Questo concerto è un giusto regalo che faccio a me e a chi mi ascolta, perché è una sfumatura che non hanno mai sentito. Bello condividere con loro anche questo tipo di viaggio. È anche il mio ringraziamento per una fiducia che da 25 anni non smette mai di sorprendermi e commuovermi.
La session live del brano “L’uomo che rimane al buio” è stata girata in una grotta. Perché questa scelta?
La grotta richiama un po’ il grande isolamento in cui abbiamo vissuto tutti un paio di anni fa. È una canzone nata in una grotta, scritta con il timore e la speranza della luce. Tre anni dopo, ci siamo ritrovati a suonarla dentro la terra con la protezione dell’ombra e del tufo, proprio lì dove è nata.
Altro inedito del disco, il brano “Al di fuori dell’amore”…
“L’uomo che rimane al buio” e “Al di fuori dell’amore” sono i due inediti che non ho suonato a Verona e che trovano spazio in questo tour. Il video di “Al di fuori dell’amore” è un mio modo per rendere centrale, almeno nel commento visivo, la grande fortuna che hanno alcuni nel vivere la vita che vorrebbero. Tutte le persone che compaiono nel video hanno dedicato la vita alla musica in varie modalità e con ruoli diversi. Quindi fanno parte di quel contingente che ha scelto la vita che fa, rispetto ad altri che invece, per varie ragioni, sono costretti a vivere la vita che ha scelto qualcun altro per loro.